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09 Dicembre 2025Presentato al ministero della Salute il nuovo report Agenas: 198 strutture invitate a rivedere qualità e codifiche, in calo rispetto al 2024

Quasi il 20% degli ospedali italiani finisce sotto audit: sono 198 le strutture individuate dal nuovo Programma Nazionale Esiti (PNE) 2025 su un totale di 1.117 valutate, secondo il report presentato questa mattina al ministero della Salute. Un numero ancora elevato, ma in miglioramento rispetto allo scorso anno, quando gli ospedali “rimandati” erano stati 239. In apertura dei lavori, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha rimarcato il valore strategico del sistema di monitoraggio: un “pilastro essenziale” per garantire che la qualità dell’assistenza sia misurabile, confrontabile e in continuo miglioramento. Per Schillaci, la fotografia scattata dal PNE non è solo un esercizio di trasparenza, ma uno strumento operativo che permette di orientare scelte e interventi su basi oggettive, riducendo disuguaglianze e variabilità tra territori.
Il report, curato da Agenas, conferma il ruolo del PNE come meccanismo di screening della qualità ospedaliera: attraverso una batteria di indicatori di processo ed esito, individua criticità organizzative, problemi nelle codifiche cliniche e carenze nelle performance assistenziali. L’edizione 2025 ha attivato 333 audit, nell’88% dei casi riferiti a strutture che hanno registrato risultati “di livello molto basso” su almeno un indicatore negli ultimi due anni. Il trend, sottolinea Agenas, è comunque positivo. Il numero di audit scende dai 404 dello scorso anno agli attuali 333, e il numero di strutture coinvolte si riduce di oltre il 17%. Un segnale incoraggiante, che indica una maggiore attenzione agli standard di qualità e una crescente capacità di correzione interna da parte delle aziende sanitarie. La distribuzione geografica delle criticità resta tuttavia disomogenea. Campania (51 ospedali), Sicilia (43), Puglia (19) e Calabria (12) concentrano da sole circa la metà delle strutture invitate al riesame. “Areali in cui – osserva Agenas – è necessario rafforzare i sistemi di controllo, l’appropriatezza dei percorsi e la qualità delle codifiche”, elementi che incidono direttamente sulla misurazione degli outcome e sulla programmazione dei servizi.
Due i criteri principali che determinano l’attivazione degli audit: performance di livello molto basso per due anni consecutivi su almeno un indicatore di processo, oppure gravi criticità nella registrazione delle variabili cliniche e dei dati di intervento. Fattori che, oltre a ostacolare una corretta analisi degli esiti, possono riflettere problemi strutturali o organizzativi. Con il PNE 2025, Agenas e ministero rafforzano dunque un percorso consolidato di valutazione e miglioramento continuo. La riduzione delle criticità e l’aumento dell’accuratezza dei dati mostrano un sistema in movimento, sempre più orientato alla qualità e alla trasparenza. Un passaggio chiave, nelle parole del ministro Schillaci, “per garantire ai cittadini cure più efficaci, appropriate e omogenee in ogni parte d’Italia”.
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