Medicina
22 Novembre 2022 Con oltre 5mila partecipanti si è chiusa a Firenze la prima edizione del meeting "Grandi ospedali". Un appuntamento che ha riunito i direttori generali dei più importanti ospedali del Paese, esponenti politici del Governo e delle Regioni, professionisti sanitari. L'evento sarà riproposto per le future edizioni anche in altre città
Con oltre 5mila partecipanti si è chiusa a Firenze la prima edizione del meeting dei grandi ospedali italiani, promosso dall'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi. Un appuntamento che ha riunito i direttori generali dei più importanti ospedali del Paese, esponenti politici del Governo e delle Regioni, professionisti sanitari. Oltre 4mila gli accessi online per seguire l'evento, più di mille i partecipanti in presenza. “Grandi ospedali” sarà riproposto per le future edizioni anche in altre città - anticipano gli organizzatori - per proseguire il necessario dibattito sui temi della cura e dell'assistenza ospedaliera come punto di riferimento per la sanità italiana.
A conclusione del meeting è intervenuto anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: "Il diritto alla salute - ha sottolineato - è uno dei principi costituzionali fondamentali. Una civiltà si misura dal livello di sanità che può assicurare e quella pubblica ne è il cardine, perché deve essere diffusa a tutti i cittadini. I grandi ospedali sono strutture che esprimono eccellenze nella tutela della salute e il confronto, come quello portato avanti in questi due giorni, è un aspetto fondamentale. Mi fa piacere che sia stata scelta l'azienda di Careggi per questo evento che si è sviluppato poi in modo positivo. Dobbiamo creare condizioni e strutture sempre migliori per trattenere i professionisti che oggi lasciano l'Italia. In questo senso, i 453 milioni del Pnrr destinati alla Toscana per il settore possono essere un aiuto a garantire nuove strutture sanitarie e infrastrutture diagnostiche".
"Vi è poi un aspetto economico su cui dovremo agire - ha proseguito il governatore - ma la sanità è una macchina complessa: rappresenta a livello nazionale 126 miliardi, la terza voce del bilancio statale dopo la previdenza e il sistema pubblico. I conti devono tornare, ma lavoriamo per avere soluzioni organizzative e condizioni motivazionali affinché il patrimonio di medici che viene creato nel nostro Paese resti al servizio dei cittadini".
"In pandemia - ha evidenziato Andrea Vannucci, consulente scientifico dell'open meeting 'Grandi ospedali' - ci siamo accorti di quanto le reti sul territorio fossero deboli e i Governi hanno quindi avviato una riforma dell'assistenza in questo ambito che era necessaria. Vedremo come progredirà, ci sono contesti e attori anche molto diversi tra loro. Adesso non dobbiamo fare l'errore però di dimenticare i grandi ospedali, luoghi dove facciamo ricerca, formiamo i professionisti e che devono mantenere il loro ruolo di leadership".
"Questo evento a Careggi - ha concluso Vannucci - è servito proprio per mettere sul tavolo tutte le iniziative che si stanno portando avanti, progetti con cui ci giochiamo il futuro. Il valore aggiunto anche per i grandi ospedali risiede nel lavoro di rete, perché può aiutare a trovare soluzioni più efficaci".
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