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31 Maggio 2024

Grandi ospedali, liste d’attesa e digitalizzazione. Come migliorare il sistema sanitario

Tra intelligenza artificiale, sostenibilità e liste d’attesa, i tempi al centro della due giorni del terzo meeting dei ‘Grandi Ospedali’ sono stati tanti e importanti. Le liste d'attesa sono uno dei maggiori problemi della sanità italiana, per abbatterle “bisogna lavorare anche sul modello organizzativo 


Grandi ospedali, liste d’attesa e digitalizzazione. Come migliorare il sistema sanitario

Tra intelligenza artificiale, sostenibilità e liste d’attesa, i tempi al centro della due giorni del terzo meeting dei ‘Grandi Ospedali’, l'evento organizzato da Koncept che vede la collaborazione dell'Aorn Cardarelli, dell'Aou Federico II e dell'Università Federico II, sono stati tanti e importanti. Le liste d'attesa sono uno dei maggiori problemi della sanità italiana, per abbatterle “bisogna lavorare anche sul modello organizzativo della nostra sanità. Il problema è importante, e aumentare le prestazioni ambulatoriali, pur necessario, non basta. Bisogna lavorare sulle sinergie tra ospedali e medicina territoriale, ad esempio affinchè i percorsi di cronicità siano sempre gestiti in collaborazione col territorio, in modo da gestire la richiesta di prestazioni in modo più appropriato e funzionale per il cittadino”, dichiara Monica Calamai, direttore generale dell’Azienda Usl di Ferrara, Regione Emilia Romagna e Commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara e coordinatrice della community “Donne protagoniste in sanità” intervenuta all’evento.

“Dobbiamo lavorare per abbattere le liste d’attesa ribadisce Calamai L’Emilia Romagna è la massima produttrice di prestazioni ambulatoriali, 1548 su mille abitanti a fronte di una media nazionale di 1000 per mille abitanti, ma non basta. Il problema è importante, è indispensabile costruire un modello organizzativo della nostra sanità completamente diverso in cui la medicina territoriale sia sullo stesso piano di quella ospedaliera. Le due realtà devono lavorare sempre più insieme e strettamente al fine di gestire la richiesta di prestazioni in modo più appropriato e funzionale per il cittadino. Nel momento in cui la persona è presa in carico per le patologie che deve curare, diminuirà la richiesta continua di ulteriori prestazioni in autonomia, che implicano una serie di problematiche”.

Per Giovanni Migliore, presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, la parola d’ordine è “digitalizzazione”, bisogna andare avanti “con gli strumenti che la tecnologia ci offre, sarà molto più facile andare incontro alle necessità dei pazienti”, sostiene. “Dobbiamo fare in modo che il servizio sanitario rimanga veramente universalistico, che ciascuno abbia quello di cui ha effettivamente bisogno. La telemedicina può dare un contributo importante nella fase di cambiamento epocale che stiamo vivendo. Partendo sempre dalla centralità del paziente e valorizzando le professionalità dei sanitari nelle nostre aziende, offrendo loro condizioni economiche e di lavoro in linea con quelle degli altri paesi europei”, conclude il presidente della Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere.

TAG: GRANDI OSPEDALI

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