Medicina
31 Maggio 2024Sperimentate, al Policlinico Gemelli IRCCS di Roma, per la prima volta in Europa due nuove innovative sonde che promettono di migliorare la vita di molti pazienti. I risultati presentati a due diversi congressi endocrinologici in questi giorni
Sperimentate, al Policlinico Gemelli IRCCS di Roma, per la prima volta in Europa due nuove innovative sonde che promettono di migliorare la vita di molti pazienti. I risultati presentati a due diversi congressi endocrinologici in questi giorni.
La prima tecnica è in grado di “illuminare” le paratiroidi, quattro minuscole ghiandole endocrine ‘nascoste’ all’interno della tiroide e fondamentali per il metabolismo del calcio. Ma durante un intervento di asportazione della tiroide può essere difficile riconoscerle; e la loro asportazione o il danneggiamento accidentale comporta per il paziente l’assunzione di una terapia sostitutiva a vita, a base di calcio e vitamina D (che si va a sommare alla terapia giornaliera con L-tiroxina, in caso della tiroidectomia totale).
Si tratta dell’innovativa sonda PTeye® (Medtronic) il cui intervento è stato presentato durante il 10° Congresso Europeo di Endocrinochirurgia (ESES 2024). Il nuovo device, appena approvato per l’impiego in Europa, registra l’auto-fluorescenza naturale delle paratiroidi, permettendo così di individuarle con precisione e ‘risparmiarle’ durante un intervento di tiroidectomia.
“Nella chirurgia della tiroide, come in altri campi spiega il professor Marco Raffaelli, Ordinario di Chirurgia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della UOC di Chirurgia Endocrina e Metabolica di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e local organizer del 10° congresso ESES è imperativo ridurre al minimo le complicanze; ecco perché la ricerca di strumentazioni in grado di preservare l’integrità dei nervi laringei e delle paratiroidi è molto attiva. Questo nuovo strumento ci consentirà invece di individuare le paratiroidi con grande accuratezza, offrendo al chirurgo ma soprattutto al paziente un grande vantaggio rispetto al rischio di una loro rimozione o traumatismo accidentale”.
Anche l’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nella routine dell’endocrinochirurgia. “Si tratta di una risorsa dall’uso sempre più consolidato nella diagnostica citologica. La novità in questo campo spiega il professor Raffaelli è rappresentata dall’applicazione dell’intelligenza artificiale alla chirurgia robotica”.
E proprio l’intelligenza artificiale (IA) è alla basa di un’altra rivoluzione che vedrà il Policlinico Gemelli come primo centro autorizzato europeo a utilizzare una tecnologia che guida l'endoscopista e lo avverte se sta effettuando l'esame in modo non corretto.
Si tratta di Endoangel, sviluppata dall’omonima compagnia cinese di Wuhan, che guida il medico dando dei feedback in tempo reale durante l'esecuzione dell'esame, 'avvertendolo' se lo sta effettuando in modo non corretto. Le linee guida stabiliscono, infatti, che per studiare bene il colon durante la fase di retrazione dello strumento endoscopico, è necessario condurre questa parte dell'esame per almeno 6 minuti; se l'endoscopista 'esce' dal colon in due minuti, l'apparecchio glielo segnala e lo invita a rallentare la procedura; se si va troppo veloce, infatti, si rischia di non vedere le lesioni.
Lo ha reso noto Cristiano Spada, ordinario di gastroenterologia all'Università Cattolica del Sacro Cuore, nel corso del congresso Endolive 2024 che apre oggi i battenti all'Auditorium dell'Università.
Se fino ad oggi l'IA veniva impiegata solo nell'individuazione delle lesioni sospette, come i polipi del colon, ora fa quindi letteralmente da tutor per l'esecuzione di un esame endoscopico (gastroscopia, colonscopia ed eco-endoscopia) 'a regola d'arte'.
Endoangel inoltre, avverte l'endoscopista quando è arrivato all'intestino cieco, che "spesso nota Spada di ritiene erroneamente di aver raggiunto. Il sistema, insomma, guida letteralmente la mano dell'endoscopista durante l'esame". Gli strumenti di IA utilizzati finora in endoscopia, spiega ancora Spada, "sono stati addestrati a riconoscere e caratterizzare le lesioni sospette, come i polipi del colon, anche quelli piccolissimi che potrebbero sfuggire all'occhio del chirurgo".
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