Pharma
15 Gennaio 2026Dopo le concessioni negli Usa, le aziende farmaceutiche chiedono compensazioni sui mercati europei. Rischio ritardi nell’accesso ai trattamenti

Le grandi case farmaceutiche si preparano a un confronto difficile con i governi europei nel 2026, nella speranza di ottenere prezzi più alti per i farmaci da prescrizione, dopo aver accettato - sotto la spinta dell’amministrazione Trump - tagli significativi sul mercato statunitense.
Nel 2025, quattordici big del settore hanno concordato con Washington di ridurre i prezzi per alcuni medicinali venduti a Medicaid (uno dei piani welfare sanitari per americani con basso reddito) e ai pazienti paganti, e di allineare i prezzi di lancio dei nuovi farmaci a quelli già applicati nei Paesi sviluppati. In cambio, hanno ottenuto l’esenzione da dazi doganali per tre anni. Ora le aziende puntano a compensare le perdite in Europa, dove il prezzo dei farmaci è in media un terzo più basso rispetto agli Usa, grazie alla negoziazione diretta con i sistemi sanitari nazionali. Secondo alcuni dirigenti e investitori del settore, ciò potrebbe portare a ritardi nei lanci di nuovi trattamenti nei Paesi europei, penalizzando l’accesso dei pazienti.
Nonostante l’accordo commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito – che prevede un aumento del 25% del prezzo netto dei nuovi farmaci americani in cambio della rimozione di alcuni dazi – molti osservatori restano scettici. Secondo alcuni analisti, potrebbe volerci tempo prima che la pressione esercitata sui governi europei si traduca in prezzi dei farmaci più elevati. Nonostante questo, per le aziende, questa dinamica potrebbe rafforzare il potere negoziale. È inoltre interessante sottolineare che secondo molti attori del settore, le concessioni promesse negli Stati Uniti sono rimaste in gran parte teoriche. “Nonostante anni di pressioni politiche, i prezzi di lancio dei farmaci non stanno scendendo,” ha dichiarato a Reuters Linden Thomson, portfolio manager di Candriam, società europea di gestione patrimoniale specializzata anche in investimenti nel settore sanitario. Ad esempio, Inlexzo, nuovo farmaco di J&J contro un tumore della vescica, è stato lanciato a oltre 1,5 milioni di dollari per ciclo di trattamento, superando le attese degli analisti. Per l’industria, l’Europa resta strategica, ma l’assenza di riforme sui rimborsi potrebbe allontanare i nuovi farmaci dal continente.
Cristoforo Zervos
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