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Pharma

28 Aprile 2025

Farmaceutica, Farmindustria: tutela proprietà intellettuale fondamentale per investimenti

“Una tutela rigorosa della proprietà intellettuale è fondamentale per gli investimenti che nella farmaceutica significano nuovi trattamenti. Un suo indebolimento rappresenta invece un danno per i pazienti”. Lo afferma Marcello Cattani, presidente di Farmindustria


Cattani unica

“Una tutela rigorosa della proprietà intellettuale è fondamentale per gli investimenti che nella farmaceutica significano nuovi trattamenti. Un suo indebolimento rappresenta invece un danno per i pazienti di oggi e di domani perché riduce la disponibilità di cure”. Lo afferma Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, in occasione della Giornata mondiale della proprietà intellettuale.

“Le sfide che abbiamo davanti a livello globale sono tante: un quadro geopolitico in continua trasformazione, l'invecchiamento della popolazione, la crescita della cronicità e le nuove domande di salute. A ciò si aggiunge la rivoluzione nella ricerca, grazie all'IA e agli incredibili progressi tecnologici, con 2.000 miliardi di dollari di investimenti farmaceutici in R&S tra il 2025 e il 2030 e 24.000 molecole oggi già in sviluppo nel mondo”, spiega Cattani sottolineando che 'l'Europa da troppi anni perde competitività. Non possiamo quindi più temporeggiare.

“Serve una risposta urgente e un quadro regolatorio più favorevole agli investimenti e all'innovazione. Perché la concorrenza di altri Paesi - Usa, Cina, Singapore, Emirati Arabi, Arabia Saudita - è forte”. Per Cattani 'I numeri li abbiamo'. 'L'Italia - dice - gioca un ruolo da protagonista sia per i brevetti, cresciuti più che nell'Ue negli ultimi 5 anni (+30% rispetto a +16%) sia per export, 54 miliardi nel 2024, con un surplus con l'estero di farmaci e vaccini di +21 miliardi”. Mentre “gli investimenti in ricerca e produzione arrivano a quattro miliardi all'anno”. Cattani riconosce che “il nostro governo sta già facendo molto per favorire la competitività”. 'Ora - conclude - serve una strategia, in Italia e nell'Ue, per le scienze della vita che crei un ecosistema competitivo e attrattivo che calamiti l'innovazione. Solo così si può recuperare il terreno perduto ed essere ancora attori di primo piano sulla scena internazionale”.

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