Diagnostica
10 Aprile 2025Grazie a un accordo con la Città della Salute e della Scienza di Torino, Roche Diagnostics introduce per la prima volta in Italia una soluzione rivoluzionaria che promette di rivoluzionare la spettrometria di massa

La Città della Salute e della Scienza di Torino sarà il primo centro sanitario pubblico in Italia a utilizzare una nuova strumentazione di Roche Diagnostics che promette di rivoluzionare la spettrometria di massa, rendendola automatizzata, integrata e standardizzata. Questa tecnologia, considerata il gold standard per molte analisi diagnostiche avanzate, diventerà presto parte integrante dei laboratori di routine, con benefici significativi per la cura dei pazienti e il lavoro degli operatori sanitari.
La spettrometria di massa
La spettrometria di massa è una tecnologia analitica che rileva le molecole in un campione in base al loro rapporto massa-carica, consentendo di analizzare piccole molecole – come vitamine, peptidi e marcatori proteici – a concentrazioni molto basse con elevata specificità, sensibilità e accuratezza, restituendo un risultato unico quanto un’impronta digitale biologica.
Le sue performance analitiche l’hanno resa il gold standard diagnostico per la gestione di diverse situazioni cliniche come il monitoraggio terapeutico dei farmaci, tra cui gli antibiotici, la misurazione degli ormoni steroidei in endocrinologia e il monitoraggio degli immunosoppressori per prevenire il rigetto post-trapianto e minimizzare gli eventi avversi, ma anche per l’analisi delle sostanze di abuso. Tuttavia, allo stato dell’arte, la è considerata un metodo molto complesso e sofisticato, la cui diffusione risulta limitata a poche unità altamente specializzate.
“Oggi la spettrometria di massa è considerata un metodo molto complesso e sofisticato, la cui diffusione risulta attualmente limitata a unità altamente specializzate presenti solo in alcuni centri” ha spiegato il dottor Marco Cantù, Caposervizio di Chimica Clinica, Responsabile del Laboratorio di Biochimica e Farmacologia e Coordinatore Biobanca dell’Ente Ospedaliero Cantonale di Bellinzona. “Esistono, infatti, ostacoli concreti alla sua adozione nei laboratori di routine, tra cui i principali sono l’elevata complessità operativa dei flussi di lavoro, della gestione e refertazione dei risultati, che richiede personale di laboratorio altamente specializzato per la corretta esecuzione; i tempi di preparazione ed elaborazione lunghi, non adatti alla gestione di campioni urgenti che può verificarsi nella normale attività di routine di un laboratorio clinico; la bassa standardizzazione dei risultati sia all'interno del singolo laboratorio sia tra laboratori diversi. Credo che un’innovazione in questo ambito che consenta di superare tali ostacoli possa realmente contribuire ad una gestione più sostenibile ed efficace di determinate categorie di pazienti”.
Nuovi strumenti automatizzati e integrati
Rispondendo alle sfide che gli operatori si trovano oggi ad affrontare, Roche ha sviluppato una soluzione che automatizza, integra e standardizza la spettrometria di massa, semplificandone l’uso e rendendola più accessibile al laboratorio di routine, al pari degli attuali test di chimica clinica o immunometria. In particolare, questa nuova strumentazione permette:
● l’automazione completa del processo, dalla preparazione del campione all’interpretazione dei risultati, disponibili in meno di 40 minuti, con modalità di accesso random al sistema, che ne semplifica il flusso operativo;
● l’integrazione con le analisi di chimica clinica, immunochimica e gestione pre-analitica del campione;
● l’alta produttività (fino a 100 test/ora) e la disponibilità della soluzione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per soddisfare le esigenze del laboratorio centrale e garantire tempi di refertazione rapidi e prevedibili;
● la standardizzazione dei risultati grazie ad un processo analitico completamente certificato secondo il regolamento europeo IVDR e la tracciabilità agli standard di riferimento.
“Nei pazienti critici in terapia intensiva e in altre specifiche categorie, come ad esempio nei gravi ustionati – ha commentato il dottor Marco Merli, Dirigente di I livello specializzato in Malattie Infettive e Tropicali, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – è difficile raggiungere adeguati livelli di antibiotici. I risultati chiari e precisi del monitoraggio terapeutico dei farmaci consentiti dalla spettrometria di massa rivelano, in tempi rapidi, se viene raggiunta la concentrazione adeguata e quali aggiustamenti devono eventualmente essere messi in atto. La rapida disponibilità dei livelli plasmatici di antibatterico permette di garantire più rapidamente concentrazioni efficaci, migliorando l’effetto del farmaco e quindi aumentando le probabilità di successo delle cure. Inoltre, il rapido raggiungimento di concentrazioni adeguate di antibiotici riduce il rischio di selezionare farmacoresistenze. Dall’altro lato, il regolare monitoraggio plasmatico riduce il rischio di eventi avversi correlati ai farmaci per il paziente. La disponibilità della spettrometria di massa in routine contribuisce a un uso più efficace, sicuro e responsabile degli antibiotici andando a migliorare la cura dei pazienti e contestualmente a supportare la lotta all’antibiotico-resistenza che sappiamo essere una delle sfide principali che i sistemi sanitari di tutto il mondo si trovano ad affrontare”.
E ancora, nel caso di pazienti affette da tumore al seno sottoposte a terapia ormonale, la spettrometria di massa può aiutare i medici a rilevare precocemente lievi cambiamenti nella risposta terapeutica, consentendo di apportare tempestivi aggiustamenti al trattamento. Altrettanto, il monitoraggio terapeutico degli antibiotici potrebbe supportare un trattamento più efficace dei pazienti e contribuire alla riduzione delle antibiotico-resistenze, un problema particolarmente allarmante nel nostro Paese.
Inoltre, la nuova soluzione di Roche Diagnostics è certificata per l’intero processo diagnostico secondo il regolamento europeo per la diagnostica in vitro (IVDR), fondamentale per garantire la standardizzazione dei test clinici in spettrometria di massa e avere consistenza dei dati per un percorso di cura ottimale dei pazienti. Il sistema Roche è anche integrabile con il resto del laboratorio centrale per un flusso analitico più efficiente e rapido.
I primi risultati: l’accordo con Torino
La Città della Salute e della Scienza di Torino, grazie a un accordo con Roche Diagnostics, sarà il primo centro di assistenza sanitaria pubblica in Italia a utilizzare questa nuova soluzione per la spettrometria di massa per le analisi effettuate presso il laboratorio di Biochimica Clinica.
L’innovazione introdotta dalla nuova soluzione ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui questa tecnologia verrà utilizzata in futuro, portando benefici per i pazienti, per i professionisti di medicina di laboratorio e per il sistema sanitario in generale. Il sistema automatizzato migliora la standardizzazione delle analisi in spettrometria di massa per il laboratorio di routine, garantendo al contempo elevata produttività, completa tracciabilità del processo analitico e tempi di refertazione tempestivi per una corretta gestione dei pazienti. L’automazione e la semplificazione dell’intero flusso di lavoro riducono il tempo dedicato alle fasi, spesso manuali, finora necessarie, consentendo al personale di laboratorio di concentrarsi su attività di validazione scientifica e ricerca.
“Le nuove conoscenze scientifiche che stiamo acquisendo consentono alla medicina di laboratorio di progredire dando un contributo fondamentale alla ridefinizione del modo in cui le malattie vengono prevenute, diagnosticate, trattate e monitorate, e alla costruzione di un sistema sanitario più sostenibile” ha commentato la dottoressa Cristina Barreca, Direttore Marketing Roche Diagnostics S.p.A. “Roche si impegna a guidare questi continui progressi con il suo costante investimento nello sviluppo di soluzioni innovative che possano rispondere alle esigenze mediche non ancora soddisfatte, collaborando con tutti i partner del Sistema Salute per cercare risposte efficaci e sostenibili alle sfide sanitarie presenti e future”.
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