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28 Marzo 2025

Dazi farmaceutica, costi per 2,5 miliardi. Cattani: scenario da evitare

Per ora il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato tariffe del 25% sulle auto importate, ma altri settori attendono il 2 aprile. Tra questi anche la farmaceutica è nel mirino di Trump. Ma quanto peserebbero i dazi?


pharmaceutical production

Per ora il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato tariffe del 25% sulle auto importate, ma altri settori attendono il 2 aprile per capire in che termini si concretizzeranno le minacce del presidente Usa. Tra questi anche la farmaceutica è nel mirino di Trump. Ma quanto peserebbero i dazi?

"Nel 2024 l'industria farmaceutica italiana ha esportato in Usa tra i 10 e gli 11 miliardi di euro di farmaci e vaccini. Sulla quasi totalità di essi non grava nessun dazio. Quindi nella malaugurata ipotesi di dazi al 25%, si tratterebbe di un costo di oltre 2,5 miliardi, un valore molto importante che avrebbe un forte impatto sulla nostra filiera produttiva". Così all'ANSA Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, l'associazione delle aziende farmaceutiche. "L'annuncio di dazi da parte del Governo degli Stati Uniti - spiega Cattani - presenta un rischio concreto per le nostre aziende e per l'intera filiera manifatturiera farmaceutica. Avrebbe però contraccolpi anche per gli Usa e per i suoi cittadini, con rialzi dei prezzi e possibili carenze di farmaci nell'immediato. "Dal nostro punto di vista - prosegue il presidente di Farmindustria - è importante l'opera forte di convincimento e moral suasion da parte della Commissione europea e del Governo italiano, che molto sta facendo per scongiurare questo scenario, che non farebbe bene a nessuno". Per Cattani è improbabile che la strategia dei dazi possa essere utile ad attrarre la produzione in Usa. "Avviare una nuova produzione farmaceutica, soprattutto per quei farmaci che vengono esportati in Usa, che sono farmaci a grande valore aggiunto come quelli biotecnologici e i vaccini, è molto complesso e richiede alcuni anni", spiega. In qualche modo si tratta di una buona notizia per l'Italia: "Il nostro Paese è un campione europeo e mondiale nella produzione di farmaci ad alto valore aggiunto e vaccini. Questo è un grande punto di forza nel proteggere il nostro export perché non siamo facilmente sostituibili", conclude. 

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