Sanità privata
30 Giugno 2026Il sindacato denuncia l'esclusione dei dipendenti della sanità privata accreditata dalle misure previste per i contratti scaduti: "Non possono esistere professionisti di serie B"

I medici dipendenti della sanità privata accreditata attendono il rinnovo del contratto collettivo da oltre vent'anni e, con il via libera definitivo al Decreto Lavoro, restano esclusi anche dalle nuove tutele previste per i lavoratori con contratti scaduti. A denunciarlo sono la CIMOP, il sindacato dei medici dipendenti della sanità privata accreditata, e la Federazione CIMO-FESMED, che parlano di una disparità di trattamento che crea "medici di serie A e medici di serie B". Nel mirino delle organizzazioni sindacali c'è l'esclusione dei medici della sanità privata accreditata dall'adeguamento automatico delle retribuzioni previsto come anticipazione del futuro rinnovo contrattuale per altre categorie di lavoratori con contratto scaduto.
"Sono venti anni che aspettiamo il rinnovo del contratto", afferma Carmela De Rango, segretaria nazionale CIMOP. "Nel frattempo, si sono succeduti undici governi, sono cambiati i modelli organizzativi della sanità, si sono evolute le tecnologie e le modalità di cura. Il sistema sanitario ha affrontato crisi economiche, una pandemia e una forte crescita dell'inflazione che ha inciso pesantemente sul potere d'acquisto dei professionisti. Per noi, però, il tempo sembra essersi fermato". Secondo De Rango, il Decreto Lavoro rappresenta un'ulteriore penalizzazione per questi professionisti. "In tutto questo le Istituzioni, in un decreto ironicamente intitolato 'Salario giusto', hanno il coraggio di tutelare gli interessi degli imprenditori della sanità privata, e non di quei lavoratori che ogni giorno si prendono cura dei cittadini, accettando che migliaia di medici continuino ad operare in una condizione contrattuale che non ha eguali in nessun altro settore". Per Guido Quici, presidente della Federazione CIMO-FESMED, la questione va oltre il piano economico. "Non stiamo parlando soltanto di stipendi o di adeguamenti economici. Stiamo parlando di dignità professionale e di riconoscimento del valore del lavoro medico".
La segretaria nazionale della CIMOP sottolinea inoltre il ruolo svolto da questi professionisti all'interno del Servizio sanitario nazionale. "I medici della sanità privata accreditata sono parte integrante del Servizio sanitario nazionale e contribuiscono in maniera determinante alla tenuta del sistema. Continuare a ignorare questa situazione significa accettare l'esistenza di lavoratori ai quali vengono riconosciuti doveri e responsabilità, ma non diritti e tutele adeguate. È una disparità che non può più essere considerata normale". Da qui l'appello rivolto alla politica affinché affronti una situazione che, secondo il sindacato, si protrae ormai da troppo tempo. "Dopo vent'anni di immobilismo, il rischio è che l'eccezione diventi regola e che si perda la percezione dell'ingiustizia. Non è più sufficiente chiedersi quando arriverà una soluzione. La domanda che la politica deve porsi è come sia stato possibile arrivare fino a questo punto", conclude De Rango.
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