Sanità privata
25 Giugno 2026Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp protestano contro la norma che escluderebbe il personale del sociosanitario accreditato dagli adeguamenti retributivi anticipati in attesa del rinnovo contrattuale

Scendono in piazza contro quello che definiscono un “emendamento della vergogna”. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp contestano la norma contenuta nel Decreto Lavoro che, secondo i sindacati, escluderebbe lavoratrici, lavoratori e professionisti della sanità privata accreditata e del settore sociosanitario dalla misura che prevede un adeguamento automatico delle retribuzioni come anticipazione del futuro rinnovo contrattuale.
La protesta si è svolta a Roma. A margine del presidio, i segretari generali di Fp Cgil Federico Bozzanca, Cisl Fp Roberto Chierchia e Uil Fp Rita Longobardi hanno criticato il contenuto dell’emendamento, sostenendo che la sua approvazione determinerebbe una differenza di trattamento tra categorie di lavoratori che operano all’interno del sistema sanitario e sociosanitario.
Secondo i sindacati, la norma penalizzerebbe il personale che garantisce servizi di assistenza e presa in carico delle persone fragili all’interno delle strutture accreditate, pur svolgendo attività che concorrono agli obiettivi del Servizio sanitario nazionale.
Nel loro intervento, le organizzazioni sindacali hanno parlato di una “disparità di trattamento” nei confronti di chi opera nel settore sociosanitario e hanno sottolineato il ruolo svolto quotidianamente dal personale delle strutture private accreditate e delle RSA nell’assistenza ai cittadini.
I rappresentanti di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp hanno inoltre richiamato la situazione dei rinnovi contrattuali del comparto. Secondo quanto dichiarato durante la manifestazione, il personale della sanità privata attende il rinnovo del contratto da otto anni, mentre quello delle RSA da quattordici anni.
Per i sindacati, l’emendamento si inserirebbe in un contesto già caratterizzato da difficoltà contrattuali e rappresenterebbe un intervento in contrasto con la richiesta di valorizzazione economica e professionale degli operatori del settore.
Le organizzazioni sindacali hanno quindi annunciato la volontà di proseguire la mobilitazione contro la norma, chiedendone il superamento nel corso dell’iter parlamentare del Decreto Lavoro.
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