RSV
22 Luglio 2025Nonostante l’impatto significativo sulla popolazione anziana e fragile, un paziente su due non conosce l’esistenza del virus. I dati sono stati presentati nel corso di un incontro alla Camera dei deputati

Ogni anno in Italia si stimano 290 mila casi di infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) tra gli over 60, con oltre 26 mila ricoveri e circa 1.800 decessi. Nonostante l’impatto significativo sulla popolazione anziana e fragile, un paziente su due non conosce l’esistenza del virus. I dati sono stati presentati nel corso di un incontro alla Camera dei deputati, che ha riunito rappresentanti del mondo medico e associativo per sollecitare l’introduzione della vaccinazione contro l’RSV nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale.
Un’indagine condotta dall’Associazione pazienti con Bpco su 444 rispondenti (età media: 70 anni), ha evidenziato che, pur essendo in alta percentuale vaccinati contro l’influenza stagionale, circa il 50% non aveva mai sentito parlare dell’RSV, nonostante la patologia possa aggravare in modo rilevante il quadro clinico di soggetti con BPCO o asma. “Serve più informazione e prevenzione – ha spiegato Salvatore D’Antonio, presidente dell’Associazione – soprattutto per i pazienti cronici respiratori”.
Al momento, la protezione nei neonati tramite anticorpi monoclonali è già disponibile, con dati incoraggianti. Mancano invece offerte vaccinali strutturate per gli adulti fragili, a differenza di quanto avviene in altri Paesi come Regno Unito, Germania e Stati Uniti.
“L’introduzione della vaccinazione anti-RSV nel Piano nazionale – ha dichiarato Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) – rappresenterebbe un passaggio fondamentale per tutelare soggetti over 75 e pazienti cronici”.
Il tema è stato oggetto di un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, come riferito dalla deputata Simona Loizzo. La proposta è quella di includere il vaccino contro l’RSV nella campagna vaccinale autunnale per pazienti oncologici, diabetici e con malattie respiratorie.
“Il virus respiratorio sinciziale è una questione di sanità pubblica – ha aggiunto Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera – che richiede risposte programmatiche”.
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