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29 Giugno 2026

Fibrillazione atriale, Mazzone: Le nuove tecnologie ci aiutano a trattare più pazienti con maggiore sicurezza

Intervistato da Sanità33, il Direttore della Cardiologia 3 – Elettrofisiologia dell'Ospedale Niguarda di Milano spiega come l'innovazione stia cambiando la gestione della più diffusa aritmia cardiaca, migliorando qualità e aspettativa di vita dei pazienti


Foto per congressi

"Avremo sempre più pazienti da trattare e dobbiamo essere pronti a gestirli con procedure efficaci, sicure e sempre meno gravate da complicanze". È questa la sfida che attende la cardiologia nei prossimi anni secondo Patrizio Mazzone, Direttore della Cardiologia 3 – Elettrofisiologia dell'Ospedale Niguarda di Milano intervistato da Sanità33 sull'evoluzione del trattamento della fibrillazione atriale. La fibrillazione atriale è oggi l'aritmia cardiaca più diffusa nella popolazione generale e il suo impatto è destinato ad aumentare con il progressivo invecchiamento della popolazione. Una tendenza legata anche al progressivo allungamento dell'aspettativa di vita, che pone nuove sfide assistenziali e organizzative per il Servizio sanitario. "La fibrillazione atriale è destinata a crescere in modo importante con il tempo", osserva Mazzone. "L'aumento dell'età media della popolazione significa che avremo sempre più persone che necessiteranno di diagnosi, monitoraggio e trattamenti dedicati".



La patologia può manifestarsi con palpitazioni, dispnea, ridotta tolleranza allo sforzo o episodi sincopali, ma in alcuni casi può rimanere silente per lungo tempo. Al di là dei sintomi, il principale problema riguarda però le possibili complicanze. L'alterazione del ritmo cardiaco favorisce infatti la formazione di coaguli all'interno del cuore, che possono causare ictus o altri eventi tromboembolici gravi. Per questo la diagnosi precoce rappresenta un elemento chiave del percorso di cura. Consente infatti di intervenire sia sul controllo dei sintomi sia sulla prevenzione delle complicanze attraverso la terapia farmacologica e, quando indicato, mediante procedure interventistiche. Tra queste, l'ablazione transcatetere rappresenta oggi una delle strategie terapeutiche più efficaci. Sebbene venga utilizzata da circa trent'anni, negli ultimi anni l'elettrofisiologia ha conosciuto un'importante evoluzione grazie all'introduzione della Pulsed Field Ablation (PFA), tecnologia che sfrutta il principio dell'elettroporazione. "La PFA consente di eseguire procedure efficaci dal punto di vista clinico con tempi più contenuti e meno complicanze", spiega Mazzone. "Questo è particolarmente importante perché in futuro dovremo trattare un numero crescente di pazienti mantenendo elevati standard di sicurezza e buoni risultati clinici". Uno degli aspetti più innovativi della PFA è la sua capacità di agire in maniera selettiva sul tessuto cardiaco responsabile dell'aritmia, limitando il coinvolgimento delle strutture circostanti. Una caratteristica che contribuisce a ridurre il rischio di alcune delle complicanze più temute associate alle tecniche tradizionali basate sull'energia termica.

Per i pazienti i vantaggi sono concreti: procedure più rapide, maggiore standardizzazione, riduzione delle recidive e un miglior controllo della malattia. Questi elementi possono tradursi in una migliore qualità di vita e contribuire a ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari nel lungo periodo. L'evoluzione tecnologica ha inoltre ampliato le possibilità di personalizzazione del trattamento. Non tutti i pazienti presentano infatti le stesse caratteristiche cliniche. Alcuni soffrono esclusivamente di fibrillazione atriale, mentre altri presentano forme aritmiche più complesse, come flutter atriale o tachicardie atriali associate. "In presenza di una fibrillazione atriale isolata, le piattaforme one shot consentono di eseguire procedure rapide ed efficaci con un bassissimo tasso di complicanze", spiega Mazzone. "Nei pazienti più complessi, invece, è necessario disporre di strumenti più versatili che permettano di adattare la strategia terapeutica alle specifiche esigenze cliniche".

Tra queste rientrano anche piattaforme PFA di nuova generazione, come il sistema one shot Volt™ PFA System o la piattaforma PFA dual Energy TactiFlex™ Duo Ablation Catheter, sviluppate per ottimizzare l'isolamento delle vene polmonari, ridurre i tempi procedurali e favorire una maggiore riproducibilità delle procedure. L'obiettivo, sottolinea l'esperto, non è individuare una tecnologia migliore in assoluto, ma scegliere di volta in volta quella più appropriata per il singolo paziente. L'innovazione tecnologica può inoltre contribuire a migliorare l'efficienza organizzativa dei centri di elettrofisiologia. Procedure più rapide e standardizzate potrebbero consentire ai centri di trattare un numero maggiore di pazienti, favorendo una migliore gestione delle liste d'attesa e delle risorse disponibili. Accanto alla tecnologia resta però fondamentale il fattore umano. Le moderne procedure di elettrofisiologia richiedono il lavoro coordinato di cardiologi, infermieri, tecnici e ingegneri clinici, chiamati a gestire sistemi sempre più sofisticati. "Il tempo del professionista che lavora da solo è finito", conclude Mazzone. "Le nuove tecnologie rendono le procedure più semplici e riproducibili dal punto di vista operativo, ma dietro c'è una crescente complessità ingegneristica che richiede competenze altamente specializzate. Il lavoro di squadra è ciò che consente di offrire procedure sempre più efficaci, sicure e accessibili a un numero crescente di pazienti".

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