intelligenza artificiale
20 Marzo 2025L’intervista a Leandro Pecchia, coordinatore del progetto Grace che ha l'obiettivo di migliorare la gestione delle malattie cardiovascolari attraverso soluzioni basate sull'intelligenza artificiale

"Sebbene in Italia abbiamo uno dei migliori sistemi sanitari universalistici al mondo, esiste ancora una frammentazione della cura". "Un paziente che subisce un evento acuto riceve cure eccellenti in ospedale, ma una volta dimesso può incontrare difficoltà a causa della scarsa integrazione tra territorio e strutture ospedaliere. Il progetto GRACE mira a migliorare questo continuum assistenziale". A parlarne a Sanità33 è Leandro Pecchia, coordinatore del progetto e docente di Bioingegneria elettronica e informatica all’Università Campus Bio-Medico di Roma. GRACE si concentra principalmente sulle patologie cardiovascolari, ancora oggi una delle principali cause di mortalità in Europa, un’iniziativa sostenuta dalla Innovative Health Initiative (IHI), cofinanziata dall’Unione Europea e da partner industriali. Con un budget di 19,16 milioni di euro e una durata di 54 mesi, GRACE si propone di migliorare l’integrazione tra innovazione tecnologica e servizi sanitari, coinvolgendo un consorzio multidisciplinare di 24 partner tra ospedali, università, istituti di ricerca e aziende farmaceutiche e di tecnologia medica.
L'intelligenza artificiale sarà il fulcro delle innovazioni introdotte da GRACE. "Utilizzeremo l’AI per individuare in anticipo le deviazioni nel decorso della malattia, permettendo interventi tempestivi. Inoltre, creeremo dei 'co-pilot', strumenti basati sull’AI che aiuteranno sia i clinici che il personale assistenziale a implementare quotidianamente le linee guida scientifiche". Un altro obiettivo chiave sarà l’ottimizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici: "L’AI aiuterà i medici non solo a migliorare la diagnosi e la terapia, ma anche a ridurre il tempo dedicato a compiti amministrativi, consentendo loro di concentrarsi maggiormente sui pazienti".
Il progetto GRACE non si limita a supportare gli operatori sanitari, ma punta a coinvolgere attivamente i pazienti. "Abbiamo dedicato tempo e risorse per coinvolgere associazioni di pazienti e famiglie, in modo da comprendere meglio i loro bisogni e garantire interventi realmente efficaci dal loro punto di vista", sottolinea Pecchia. Una delle sfide principali è mantenere alta l’aderenza del paziente alla terapia. "Spesso, nei trattamenti per malattie croniche, il paziente perde motivazione. Per questo svilupperemo strumenti che permettano al paziente stesso di monitorare i propri progressi e al medico di verificare il livello di adesione alla terapia". Con il progetto GRACE, l’intelligenza artificiale si pone come alleato fondamentale per migliorare la gestione delle malattie cardiovascolari, ottimizzando le risorse sanitarie e garantendo ai pazienti un accesso più equo ed efficace alle cure. "L’obiettivo finale", conclude Pecchia, "è rendere la sanità più efficiente, meno burocratica e più vicina alle reali esigenze di chi ne ha bisogno".
Anna Capasso
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