Intervista
03 Aprile 2024Si sono conclusi da poco gli Stati generali sul diabete: l’occasione per ribadire il ruolo centrale del diabete come modello di malattia cronica
Si sono conclusi da poco, a Roma, gli Stati generali sul diabete, organizzati dalla Federazione società diabetologiche italiane (Fesdi), che riunisce la Società italiana di diabetologia (Sid) e l’Associazione dei medici diabetologi (Amd). L’incontro è stato l’occasione per ribadire il ruolo centrale del diabete come modello di malattia cronica, ma anche per sottolineare l’importanza di un approccio multidisciplinare, anche sul territorio, e della necessità di avere omogeneità di cure a livello nazionale, come ha raccontato a Sanità33 Angelo Avogaro, presidente Sid.
Nel tracciare un bilancio dell’evento, Avogaro ha spiegato che dall’incontro “è emersa la necessità di una collaborazione stretta tra diabetologo e altre figure professionali. Oggi la gestione del diabete – ha precisato l’esperto - è multidisciplinare e ha bisogno di professionisti, dai medici agli infermieri, che siano formati”. Avogaro, quindi, ha inquadrato il diabete in termini di numeri, sottolineando che “in Italia vi sono quattro milioni di pazienti con diabete, un milione che ha la patologia, ma non lo sa, e due milioni che sono a rischio di svilupparla. Nel nostro Paese – ha proseguito - ci sono 650 strutture dedicate, ma solo poco più della metà è organizzata in team multidisciplinari, per cui c’è una disomogeneità nella gestione che porta a complicanze e ad elevati costi diretti e indiretti. Questo vuol dire che bisogna migliorare la qualità delle cure e fare in modo che tutti abbiano accesso a farmaci innovativi”.
Come malattia cronica, poi, “nel diabete è importante soprattutto la medicina di prossimità e il monitoraggio a distanza – ha evidenziato Avogaro -, tenendo conto che il paziente diabetico è spesso anziano. L’obiettivo è di incrementare la possibilità date da telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio”, con il diabete che rappresenta un modello di gestione delle malattie croniche.
Per raggiungere questi obiettivi, secondo Avgaro “le case di comunità devono essere dei team multidisciplinari come in ambito ospedaliero. Bisogna far trovare al diabetico una struttura completa dove trovare le risposte a tutte le sue necessità, investendo di più in prevenzione. In questo senso – ha concluso il diabetologo - bisogna implementare processi diagnostico-terapeutico per affrontare i vari aspetti della patologia e valorizzarli usando degli indicatori. Questo ha un doppio valore: il primo per il paziente, che deve stare bene, e il secondo per evitare che vada in pronto soccorso e aumenti la spesa del Servizio sanitario nazionale”.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
09/10/2026
Il presidente della Fondazione GIMBE chiede finanziamenti pluriennali certi e riforme strutturali. Priorità al personale sanitario e all'accesso alle cure
09/10/2026
Il rapporto annuale dell'Alleanza per i vaccini registra il valore più alto della sua storia. I Paesi a basso reddito hanno contribuito con 301 milioni di dollari al finanziamento dei programmi...
09/10/2026
Per la campagna nazionale del 10 ottobre, Fondazione ADI presenta un'indagine sulle abitudini alimentari delle persone immigrate
09/10/2026
L'Italia è prima nell'Ue per trapianti di fegato e cuore, ma oltre 8.000 persone restano in attesa
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)