Carenza farmaci
05 Marzo 2026Il report 2025 della Pharmaceutical Group of the European Union segnala carenze diffuse in Europa

Secondo il PGEU Medicine Shortages Report 2025, il 96% dei Paesi europei segnala indisponibilità di medicinali nelle farmacie territoriali e in oltre un terzo dei casi il numero di prodotti mancanti supera le 600 unità.
Il report della Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU) si basa su un’indagine condotta tra le organizzazioni di farmacisti di 27 Paesi europei tra gennaio e febbraio 2026 e conferma che le carenze non rappresentano più un fenomeno episodico ma una criticità persistente della catena di approvvigionamento farmaceutica.
Le classi di farmaci più colpite
Le indisponibilità riguardano sempre più terapie clinicamente rilevanti. Tra le classi di medicinali più frequentemente segnalate in carenza figurano i farmaci del sistema nervoso (85% dei Paesi), quelli per il sistema cardiovascolare (81%) e gli antinfettivi, compresi gli antibiotici (81%).
Il report segnala inoltre difficoltà ricorrenti per insuline, agonisti del recettore GLP-1, farmaci oncologici e terapie ormonali, a conferma che le shortages coinvolgono sempre più spesso medicinali essenziali per la gestione delle malattie croniche e delle patologie gravi.
Impatto sui pazienti
Le carenze hanno conseguenze dirette sull’assistenza sanitaria. Tutti i Paesi coinvolti nell’indagine segnalano disagi per i pazienti e l’89% riporta interruzioni dei trattamenti dovute alla mancanza di farmaci.
In circa sei Paesi su dieci i farmacisti indicano inoltre una riduzione della fiducia dei cittadini nei farmaci e nel sistema sanitario, mentre il 44% associa le sostituzioni terapeutiche necessarie per gestire le indisponibilità a un aumento del rischio di errori di terapia.
Pressione crescente sulle farmacie
La gestione delle carenze comporta anche un aumento del carico di lavoro per le farmacie territoriali. Secondo il report, il personale dedica in media circa 12 ore a settimana alla ricerca di farmaci alternativi, alla gestione delle sostituzioni e alla comunicazione con medici e pazienti.
Le farmacie svolgono quindi, secondo il PGEU, il ruolo di “ammortizzatori operativi” della catena di approvvigionamento farmaceutica, cercando di garantire la continuità delle terapie nonostante le difficoltà di disponibilità dei medicinali.
Le cause e le raccomandazioni
Tra le cause più citate delle carenze figurano interruzioni della produzione (63% dei Paesi) e politiche di prezzo e di approvvigionamento (41%), che possono ridurre la sostenibilità economica di alcuni farmaci sul mercato.
Per affrontare il problema, il report invita a rafforzare il coordinamento europeo, migliorare i sistemi di monitoraggio delle carenze e diversificare la produzione dei principi attivi. L’obiettivo indicato dal PGEU è passare da una gestione reattiva delle indisponibilità a una strategia preventiva a livello europeo per garantire l’accesso dei pazienti ai medicinali essenziali.
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