case di comunità
30 Giugno 2026Secondo il Ministero della Salute il target europeo sulle strutture è sostanzialmente raggiunto

Le Case di comunità e gli Ospedali di comunità si avviano a raggiungere il traguardo fissato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il 30 giugno. Secondo i dati riportati da Il Sole 24 Ore, sono oltre 1.300 le strutture ufficialmente aperte tra Case e Ospedali di comunità, a fronte dei target europei di 1.038 Case di comunità e 307 Ospedali di comunità.
Le verifiche tecniche del Ministero della Salute sono ancora in corso, ma i dati disponibili indicano un sostanziale raggiungimento degli obiettivi previsti. Per le sole Case di comunità, le strutture dichiarate operative dalle Regioni sono passate da poco più di 800 a metà giugno a circa 900 negli ultimi giorni. Secondo le stime del Ministero, il numero complessivo potrebbe superare quota 1.200 considerando anche le aperture completate in queste ore.
Soddisfazione è stata espressa dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che al Sole 24 Ore ha dichiarato: «Siamo sempre stati ottimisti. Il lavoro che stiamo facendo è di affiancamento delle Regioni e di monitoraggio continuo. Ringrazio le strutture del ministero per il grande impegno, ma anche i territori. La sfida del Pnrr era grande e troppo importante per sprecare questa occasione. Questo Paese quando vuole sa essere unito e può puntare dritto all'obiettivo».
Il ministro ha però evidenziato che la fase successiva riguarderà l'organizzazione dei servizi: «Ora lavoriamo pancia a terra sul personale. Abbiamo chiuso l'intesa con i medici di medicina generale, ma dobbiamo scrivere tutti insieme convintamente una nuova pagina per la medicina territoriale».
Tra gli elementi richiamati dal quotidiano economico figura infatti l'accordo raggiunto con i medici di medicina generale, che prevede fino a sei ore settimanali di attività nelle Case di comunità per i medici interessati, con l'obiettivo di favorire la presenza dei professionisti nelle nuove strutture territoriali.
Resta tuttavia aperto il tema del personale. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il monitoraggio di Agenas evidenzia che la piena operatività delle strutture dipenderà dalla capacità di completarne il popolamento con medici, infermieri e servizi. Nei mesi scorsi anche l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, aveva richiamato l'attenzione sulla limitata presenza dei medici di medicina generale nelle Case di comunità.
Sul piano territoriale persistono inoltre differenze tra le Regioni. Come evidenziano sia Il Sole 24 Ore sia Avvenire, le percentuali di completamento risultano generalmente più elevate nel Nord Italia, mentre alcune Regioni del Mezzogiorno registrano ancora ritardi nell'attivazione delle strutture previste dal Pnrr.
Secondo Avvenire, a oggi risultano operative circa il 70% delle Case di comunità finanziate con il Pnrr. Il quotidiano sottolinea inoltre che, accanto al completamento delle infrastrutture, sarà necessario rafforzare la dotazione di personale medico e infermieristico per garantire la piena funzionalità dei nuovi presìdi della sanità territoriale.
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