Usa
14 Gennaio 2026Accantonata la proposta di dimezzare la soglia per gli uomini: pesano le pressioni dell’industria e l’intervento dell’amministrazione Trump

Reuters riporta che le nuove linee guida nutrizionali 2025-2030 degli Stati Uniti non includono più un limite giornaliero esplicito sul consumo di alcol. In sintesi, verrebbe così superata una raccomandazione in vigore da 35 anni, secondo cui gli uomini dovevano limitarsi a due drink al giorno e le donne a uno. Invece, la nuova formulazione, si limiterebbe a consigliare di “bere meno per una salute migliore”, senza indicazioni quantitative.
Eppure, la direzione intrapresa inizialmente dal Dipartimento della Salute era molto diversa. Una bozza interna, redatta nella primavera scorsa da un gruppo di esperti incaricati di aggiornare le linee guida, proponeva di ridurre il limite per gli uomini a un solo drink al giorno, come già previsto per le donne. “L’alcol è noto per essere un agente cancerogeno,” si leggeva nel documento. La misura avrebbe potuto salvare migliaia di vite all’anno, secondo i calcoli dei funzionari.
Tra i promotori della proposta c’era anche David Berrigan, ex direttore del National Cancer Institute, secondo cui i dati epidemiologici indicano un aumento del rischio di tumori anche con meno di un drink al giorno. Tuttavia, la proposta non ha mai visto la luce. Dopo l’insediamento di Robert F. Kennedy Jr. come segretario alla Salute nel febbraio 2025, l’amministrazione ha scelto un approccio più vago e ha adottato una linea considerata più favorevole anche agli interessi dell’industria.
Nel frattempo, diversi funzionari coinvolti nell’elaborazione delle raccomandazioni originali sono stati licenziati o trasferiti ad altri incarichi nell’ambito di un ampio riassetto del dipartimento. A prendere in mano la stesura finale delle linee guida è stata Dorothy Fink, medico con esperienza in endocrinologia, mentre la supervisione politica è stata affidata a Jennifer Tiller, ex assistente parlamentare già critica verso i limiti proposti.
La decisione sembrerebbe maturata in un contesto di forte pressione politica ed economica. Secondo Reuters, le principali lobby del settore – tra cui i produttori di birra, vino e superalcolici – hanno avviato già nel 2021 una campagna per influenzare le linee guida. Nel 2022 il Congresso ha stanziato 1,3 milioni di dollari per uno studio sul consumo di alcol affidato alle National Academies of Sciences, Engineering and Medicine (NASEM), su spinta di senatori di Stati con una forte presenza di produzione di alcolici. Quel rapporto, pubblicato a fine 2024, concludeva che il consumo moderato di alcol è associato a un minore rischio di mortalità per tutte le cause, una tesi spesso sostenuta dall’industria, ma segnalava anche effetti negativi sulla salute.
Parallelamente, un altro studio condotto per il governo federale da alcuni scienziati indipendenti – l’Alcohol Intake and Health Study – aveva concluso che anche un solo drink al giorno può aumentare il rischio di tumori al fegato, bocca e alla gola. Tuttavia, quest’ultimo rapporto è stato messo da parte, e diversi esperti coinvolti sono stati allontanati. Priscilla Martinez, una delle autrici, ha dichiarato di essere “delusa” dall’esclusione del loro lavoro, definito “scientificamente rigoroso”.
La scelta finale dell’amministrazione Trump sembrerebbe orientarsi sull’adozione del rapporto NASEM, più vicino alle posizioni dell’industria. Il Dipartimento della Salute ha difeso la decisione, sostenendo che la politica è basata su “scienza di alto livello”. Ma molti esperti di salute pubblica contestano l’ambiguità della nuova linea. “Le persone ridefiniranno a modo loro cosa significa moderazione, e questo cambia le carte in tavola” ha dichiarato Karen Hacker, ex direttrice del National Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion presso il CDC.
Il contesto politico sembrerebbe giocare un ruolo rilevante. Né Trump né il segretario Kennedy consumano alcol e il movimento “Make America Healthy Again” a loro vicino tende a ignorare il tema del consumo alcolico, concentrandosi piuttosto sulla lotta ai conservanti alimentari e ai vaccini infantili, dove quest’ultima posizione è stata ampiamente criticata dalle principali società scientifiche.
Per Andrew Langer, del think tank conservatore Conservative Political Conference Foundation, le nuove linee guida rappresentano un “compromesso” tra chi vorrebbe vietare del tutto l’alcol e chi sostiene che il governo non debba pronunciarsi sul tema. Ma secondo gli esperti sanitari, la vaghezza del messaggio rischia di tradursi in un aumento dei consumi e delle patologie correlate.
Cristoforo Zervos
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