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10 Settembre 2025

Farmaci, negli Usa Kennedy Jr e Fda contro la pubblicità ingannevole

Il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr e la Food and Drug Administration hanno annunciato una riforma radicale delle regole sulla pubblicità diretta ai consumatori di farmaci con prescrizione


farmacovigilanza

Il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr e la Food and Drug Administration (Fda) hanno annunciato una riforma radicale delle regole sulla pubblicità diretta ai consumatori di farmaci con prescrizione. Una decisione senza precedenti scuote il sistema farmaceutico americano. La misura mira a limitare le pratiche ingannevoli che negli ultimi decenni hanno alimentato, secondo Kennedy Jr, una vera e propria “dipendenza nazionale” dalle prescrizioni mediche. “Solo la trasparenza spezzerà il ciclo di ipermedicalizzazione che alimenta l’epidemia di malattie croniche in America”, ha dichiarato il responsabile della Sanità Usa, promettendo nuove regole stringenti per obbligare le aziende a comunicare tutti i dati di sicurezza nei propri messaggi pubblicitari.

Al centro della stretta c’è la cosiddetta “adequate provision”, introdotta nel 1997 e sfruttata dalle aziende per minimizzare o occultare le criticità di sicurezza nei messaggi televisivi e digitali. L’Fda intende colmare questa lacuna normativa, rafforzando al contempo la vigilanza su tv, piattaforme online e social media, dove – secondo un’analisi del Journal of Pharmaceutical Health Services Research – il 100% dei contenuti promozionali enfatizza i benefici, mentre solo un terzo menziona rischi ed effetti collaterali. Il fenomeno è amplificato dal peso degli influencer e dall’opacità dei rapporti finanziari che rendono spesso indistinguibile il confine tra informazione giornalistica, contenuti spontanei e pubblicità farmaceutica.

Le parole di Kennedy Jr e del commissario Fda Marty Makary vanno oltre il piano tecnico. Quest’ultimo ha puntato il dito contro i colossi del pharma: “Le aziende spendono fino al 25% del budget in pubblicità. Quei miliardi sarebbero meglio investiti per abbassare i prezzi dei farmaci”. Un’accusa che tocca nervi scoperti in un Paese dove il costo delle cure resta uno dei principali temi di scontro politico. La stretta, che prevede migliaia di lettere di diffida e l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale per monitorare le campagne pubblicitarie, segna quindi una svolta non solo per il mercato farmaceutico ma anche per il rapporto tra Stato, industria e cittadini.

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