Usa
29 Agosto 2025Le parole, pronunciate in conferenza stampa ad Austin e rilanciate anche su Fox News, arrivano a poche ore dall’allontanamento della direttrice Susan Monarez e dalle dimissioni di almeno quattro dirigenti di vertice

“I CDC vivono da anni una crisi profonda e per rilanciarli occorre rinnovarne la cultura istituzionale, anche attraverso cambiamenti nel personale”, ha detto Robert F. Kennedy Jr., segretario alla Salute dell’amministrazione Trump. Le parole, pronunciate in conferenza stampa ad Austin e rilanciate anche su Fox News, arrivano a poche ore dall’allontanamento della direttrice Susan Monarez e dalle dimissioni di almeno quattro dirigenti di vertice.
Kennedy ha confermato la rimozione di Monarez, avvenuta mercoledì sera con una comunicazione formale dell’ufficio del personale della Casa Bianca. L’ex direttrice, che aveva giurato meno di un mese fa, non ha rassegnato le dimissioni e i suoi legali hanno sostenuto che solo il presidente può disporne la revoca. In una nota diffusa sui social, gli avvocati hanno definito la decisione “illegittima”, sottolineando che Monarez “non intende abbandonare la difesa della scienza”.
La vicenda ha innescato un effetto domino. Debra Houry, vicedirettrice e chief medical officer dei CDC, ha spiegato all’Associated Press che “se lei [Monarez] se ne fosse andata, non avremmo più avuto leadership scientifica. Quando è stata rimossa, anche per noi era finita”. Con lei ha lasciato l’incarico anche Demetre Daskalakis, responsabile del National Center for Immunization and Respiratory Diseases, insieme ad altri alti funzionari.
Le critiche non si sono limitate agli ex dirigenti. L’American Medical Association, con il presidente Bobby Mukkamala, ha parlato di “destabilizzazione in un momento critico per la salute pubblica”, ricordando che l’agenzia aveva già subito tagli di bilancio e licenziamenti nei mesi scorsi. Dura anche la presa di posizione della Infectious Diseases Society of America, la cui presidente Tina Tan ha parlato di “pericolo chiaro e attuale” per la capacità del Paese di rispondere a epidemie e minacce biologiche.
Kennedy, da parte sua, ha ribadito che l’agenzia deve “riconquistare orgoglio ed efficienza” e che il cambiamento passa per la sostituzione del personale non allineato con l’indirizzo politico. Tra i punti di attrito con Monarez c’è stato il rifiuto di avallare le decisioni di un nuovo comitato consultivo sui vaccini, insediato a giugno dopo la rimozione in blocco dell’Advisory Committee on Immunization Practices. Monarez aveva tentato di rafforzare trasparenza e partecipazione, imponendo pubblicazione anticipata dei materiali e apertura al commento pubblico. Tentativi respinti dal Dipartimento della Salute.
L’allontanamento della direttrice ha dunque segnato per molti la linea di confine. “Ho pensato che la nostra scienza sarebbe stata compromessa, ed è stato il mio punto di rottura”, ha dichiarato Daskalakis.
Sullo sfondo restano le affermazioni di Kennedy, che ha più volte criticato le posizioni assunte dai CDC durante la pandemia da COVID-19 e ha accusato l’agenzia di diffondere raccomandazioni “non basate sulla scienza”. Le sue parole hanno alimentato le preoccupazioni di esperti come Paul Offit, direttore del Vaccine Education Center del Children’s Hospital of Philadelphia, secondo il quale la rimozione di Monarez segna il rischio che le politiche non siano più fondate su dati scientifici, ma su convinzioni ideologiche.
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