Farmaceutica
31 Luglio 2025Si è svolto oggi alla Camera dei Deputati il convegno “Verso il Testo Unico della legislazione farmaceutica”. Un momento di confronto aperto tra Governo, rappresentanti delle Regioni, industria farmaceutica e stakeholder per costruire insieme il futuro del comparto
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Un momento di confronto aperto tra Governo, rappresentanti delle Regioni, industria farmaceutica e stakeholder per costruire insieme il futuro del comparto: si è svolto oggi alla Camera dei Deputati il convegno “Verso il Testo Unico della legislazione farmaceutica”, durante il quale è stato presentato lo schema di disegno di legge delega promosso dal Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. L’obiettivo è definire un quadro normativo chiaro, moderno e coerente per un settore ritenuto strategico per il Servizio Sanitario Nazionale e per lo sviluppo economico del Paese.
A rappresentare l’industria farmaceutica nel corso dell’evento c’era Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, che ha lanciato un appello al Governo per consolidare la leadership italiana: “Il Paese si trova sopra una Ferrari, che è l’industria farmaceutica. Chiediamo al Governo di aiutarci a guidarla. Siamo cresciuti del 39% nell’export nei primi mesi del 2025. Ma servono investimenti e un quadro stabile. Chiediamo un framework triennale di crescita della spesa farmaceutica per attrarre investimenti e diventare i primi al mondo per competenze”. Cattani ha anche chiesto di accelerare sulla riforma dell’AIFA: “Ci sono ancora troppi dossier fermi. Serve un’Agenzia più veloce e moderna. È il momento di fare scelte coraggiose anche a livello europeo”. Sul versante dei farmaci equivalenti e biosimilari, il presidente di Egualia, Stefano Collatina, ha indicato una serie di misure urgenti: “Eliminare il payback sugli acquisti diretti, adeguare i prezzi dei farmaci sotto i 5 euro, introdurre l’accordo quadro multi-aggiudicatario per evitare carenze, e rimuovere il payback dell’1,83% sulla convenzionata. Sono interventi non più rinviabili. Il settore è strategico, tratta ogni giorno milioni di pazienti cronici con una minima parte della spesa pubblica. Senza farmaci accessibili, tra il 2016 e il 2024 la spesa sarebbe stata più alta di 7,4 miliardi. È un asset di sicurezza economica e sanitaria”.ti di lavoro e 6,3 miliardi di Pil. La riforma proposta dal sottosegretario Gemmato può rappresentare uno strumento concreto di sostegno”.
Il convegno ha confermato la volontà del Governo di aprire un confronto operativo con tutti gli attori del comparto. Il Sottosegretario Gemmato ha ribadito in chiusura: “Le riforme più efficaci nascono dall’ascolto e dal coinvolgimento. Questo percorso legislativo sarà partecipato, trasparente e orientato ai bisogni reali di cittadini, professionisti e imprese”.
Ampio consenso anche da parte delle Regioni, rappresentate al convegno dal Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha rilanciato il tema del personale medico: “A Roma ha chiuso la seconda scuola di specializzazione di medicina nucleare. Fra qualche anno rischiamo di non avere più medici in grado di eseguire certi esami. Serve capire perché alcune specialità non vengono più scelte. Garantire salari più alti per chi lavora solo nel pubblico è una delle riforme necessarie”. Sul ruolo delle farmacie nei piccoli centri è intervenuto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra: “La riforma va oltre la semplificazione: rafforza la medicina territoriale, le farmacie e i servizi di prossimità. Le farmacie rurali, specie nei comuni del Sud, sono spesso l’unico presidio sanitario. Questa riforma aiuta a salvare le aree interne dallo spopolamento e a restituire vivibilità e accesso ai servizi”. Dal lato produttivo, forte la preoccupazione per le ricadute economiche degli scenari internazionali, espressa dalla Sottosegretaria al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto: “La chiarezza normativa è fondamentale per attrarre investimenti, soprattutto in un momento in cui si parla di dazi al 15%. L’impatto sull’export farmaceutico potrebbe raggiungere i 2,5 miliardi, con una ricaduta potenziale di 100mila posti di lavoro e 6,3 miliardi di Pil. La riforma proposta dal sottosegretario Gemmato può rappresentare uno strumento concreto di sostegno”.
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