salute mentale
26 Giugno 2026Nella Regione europea oltre 143 milioni di persone convivono con un disturbo mentale

Oltre 143 milioni di persone nella Regione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità convivevano con una condizione di salute mentale nel 2021, pari al 16% della popolazione. Dopo la pandemia di Covid-19, la prevalenza dei disturbi mentali è aumentata del 25% rispetto ai livelli del 2019. È il quadro delineato dall'OMS Europa in una revisione dedicata agli indicatori utilizzati per monitorare la salute mentale nella Regione.
Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite, la pandemia ha evidenziato anche limiti significativi nella raccolta e nell'utilizzo dei dati, rendendo più difficile per i decisori pubblici pianificare i servizi e rispondere rapidamente alle esigenze della popolazione.
La revisione ha identificato 450 diversi indicatori di salute mentale utilizzati nella letteratura scientifica. La maggior parte riguarda lo stato di salute mentale della popolazione e i fattori di rischio o determinanti delle condizioni psichiche. Questa ampia varietà riflette l'intensa attività di ricerca nel settore, ma rende più complesso confrontare i risultati tra Paesi diversi, valutare i progressi nel tempo e misurare l'efficacia degli interventi.
L'OMS sottolinea inoltre che la distribuzione geografica degli studi risulta sbilanciata. I Paesi dell'Europa settentrionale e occidentale sono maggiormente rappresentati, mentre altre aree della Regione dispongono di una base informativa più limitata, con il rischio di creare lacune nelle attività di programmazione sanitaria.
Un altro elemento evidenziato dalla revisione riguarda la scarsità di indicatori dedicati alla valutazione dei sistemi sanitari e della qualità dell'assistenza. "La maggior parte degli indicatori presenti in letteratura si concentra sullo stato di salute mentale e sui fattori di rischio. Ciò che manca sono dati sulla capacità dei sistemi di salute mentale di fornire servizi di alta qualità", ha affermato Ledia Lazeri, Regional Adviser for Mental Health dell'OMS Europa.
Secondo l'OMS, i governi stanno investendo sempre di più nella salute mentale e hanno bisogno di strumenti che consentano di misurare l'impatto di questi investimenti sui servizi e sui risultati ottenuti.
La revisione invita quindi a rafforzare l'allineamento tra gli indicatori sviluppati dalla ricerca e quelli utilizzati nei sistemi nazionali di monitoraggio. Una maggiore standardizzazione, sottolinea l'agenzia, potrebbe migliorare la traduzione delle evidenze scientifiche nelle politiche sanitarie e rendere più efficace la risposta alle sfide della salute mentale, comprese eventuali future emergenze sanitarie.
"Se un ricercatore in Finlandia e uno in Bulgaria studiano la depressione negli adolescenti utilizzando definizioni e soglie differenti, diventa difficile confrontare in modo significativo i risultati", ha osservato David Novillo Ortiz, Regional Adviser for Data, Artificial Intelligence and Digital Health dell'OMS Europa. "Dietro ogni lacuna nei dati c'è una lacuna nella risposta e, dietro ogni lacuna nella risposta, ci sono persone che non hanno ricevuto il supporto di cui avevano bisogno".
Lo studio è stato realizzato nell'ambito dell'iniziativa dell'OMS Europa sostenuta dalla Commissione europea per rafforzare le politiche di salute mentale, migliorare l'organizzazione dei servizi e promuovere interventi basati sulle evidenze nei Paesi della Regione.
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