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Farmaci innovativi

23 Giugno 2026

Farmaci innovativi, Efpia: 66 miliardi di benefici da 11,7 miliardi di investimenti

Secondo uno studio promosso dalla federazione europea dell'industria farmaceutica, tra il 2014 e il 2024 gli investimenti in nuovi medicinali hanno prodotto 66 miliardi di euro di benefici sociali, economici e sanitari


pharmaceutical production

Ogni euro investito nei farmaci innovativi avrebbe generato 5,67 euro di benefici economici e sociali per l'Europa. È quanto emerge da uno studio presentato dall'European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA), secondo cui tra il 2014 e il 2024 gli investimenti in nuovi medicinali, pari a 11,67 miliardi di euro, avrebbero prodotto un valore complessivo di oltre 66 miliardi di euro, inclusi più di 9 miliardi di risparmi diretti per gli ospedali.

L'analisi, realizzata dal WifOR Institute insieme all'economista della Columbia University Frank R. Lichtenberg, ha valutato l'impatto dei farmaci innovativi in 29 Paesi europei nelle aree dell'oncologia, del diabete e delle malattie metaboliche e delle patologie respiratorie, prendendo in considerazione mortalità, utilizzo delle strutture ospedaliere e ricadute economiche.

Secondo i risultati riportati da EFPIA, tra il 2014 e il 2022 l'utilizzo dei medicinali di più recente introduzione sarebbe associato a una riduzione di 1,83 milioni di anni di vita persi prima degli 85 anni e a 20,9 milioni di giornate di ricovero evitate. Il dato equivale, secondo gli autori, alla disponibilità di oltre 57.000 posti letto ospedalieri per un anno.

Lo studio stima inoltre un impatto economico di circa 38 miliardi di euro in termini di produttività lavorativa, 19 miliardi legati a contributi non retribuiti e 9 miliardi di risparmi ospedalieri. Limitandosi ai costi sanitari, ogni euro investito avrebbe generato un ritorno di 78 centesimi attraverso la riduzione delle ospedalizzazioni.

L'analisi evidenzia differenze tra aree terapeutiche. Gli investimenti nei farmaci oncologici avrebbero prodotto un ritorno di 6,80 euro per ogni euro speso, contro 4,70 euro per i medicinali destinati a diabete e metabolismo e 3,80 euro per quelli impiegati nelle malattie respiratorie.

Nel presentare i risultati, EFPIA sostiene che l'innovazione farmaceutica dovrebbe essere considerata un investimento e non esclusivamente una voce di spesa sanitaria. Secondo la federazione, molti dei benefici generati dai nuovi medicinali emergono nel lungo periodo oppure si manifestano al di fuori dei bilanci sanitari, attraverso una maggiore produttività, minori costi assistenziali e una riduzione delle assenze dal lavoro.

Lo studio si inserisce nel dibattito europeo sull'accesso all'innovazione e sulla competitività del settore delle scienze della vita. EFPIA osserva che l'Europa destina circa l'1% del PIL alla spesa farmaceutica, rispetto al 2% degli Stati Uniti e all'1,8% della Cina, e richiama l'attenzione sul progressivo calo della quota europea negli investimenti globali in ricerca e sviluppo farmaceutico e negli studi clinici sponsorizzati dall'industria.

Tra le raccomandazioni formulate dalla federazione figurano il riconoscimento del valore economico dell'innovazione farmaceutica nei processi decisionali, la riduzione dei ritardi nell'accesso ai nuovi medicinali e il rafforzamento delle politiche a sostegno della ricerca e degli investimenti nel settore delle scienze della vita.

«Se l'Europa vuole rimanere leader globale nelle scienze della vita, deve creare un ambiente in cui l'innovazione possa prosperare e in cui i pazienti possano beneficiare delle nuove scoperte senza ritardi non necessari», ha dichiarato Stefan Oelrich, presidente di EFPIA.

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