Farmaci
23 Giugno 2026Una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea stabilisce che gli Stati membri non possono escludere dalla vendita online intere categorie di farmaci senza obbligo di prescrizione

Gli Stati membri dell'Unione europea non possono vietare la vendita online di intere categorie di farmaci senza obbligo di prescrizione. Lo ha chiarito la Corte di Giustizia dell'Unione europea con la sentenza del 21 maggio 2026 (causa C-604/24), interpretando l'articolo 85 quater della direttiva 2001/83/CE che disciplina la commercializzazione a distanza dei medicinali. La pronuncia è stata segnalata dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi).
La decisione nasce da un contenzioso in Grecia relativo a un decreto ministeriale del 2022 che consentiva alle farmacie online autorizzate di vendere via Internet soltanto una specifica sottocategoria di medicinali senza prescrizione, i cosiddetti farmaci a libera distribuzione. Prima dell'introduzione della norma, le farmacie abilitate alla vendita online potevano commercializzare tutti i medicinali non soggetti a prescrizione.
Le autorità greche avevano giustificato la restrizione con esigenze di tutela della salute pubblica, richiamando il contrasto alla polifarmacia e alla circolazione di medicinali contraffatti o non conformi.
Nel pronunciarsi sul caso, la Corte ha ricordato che la direttiva europea impone agli Stati membri di consentire la vendita a distanza al pubblico di tutti i medicinali non soggetti a prescrizione medica. Per questo motivo, secondo i giudici europei, una normativa nazionale che limita la vendita online a una sola sottocategoria di questi medicinali contrasta con gli obblighi previsti dal diritto dell'Unione.
La sentenza precisa tuttavia che gli Stati mantengono la possibilità di adottare misure finalizzate alla tutela della salute pubblica. Tali interventi possono riguardare le modalità di commercializzazione dei medicinali venduti online, ma non possono tradursi in un divieto, totale o parziale, della vendita a distanza di intere categorie di farmaci senza ricetta.
Tra gli strumenti ritenuti compatibili dalla Corte figurano sistemi di controllo del consumo dei medicinali, limiti quantitativi agli acquisti e meccanismi di identificazione e registrazione degli utenti finalizzati a contrastare fenomeni di polifarmacia.
Nella circolare con cui ha richiamato la sentenza, la Fofi evidenzia che l'articolo 85 quater della direttiva europea impone agli Stati membri di autorizzare la vendita a distanza di tutti i medicinali non soggetti a prescrizione e che le eventuali limitazioni giustificate da esigenze di salute pubblica devono riguardare esclusivamente le modalità della vendita al dettaglio.
La decisione della Corte rappresenta un ulteriore chiarimento sul quadro normativo europeo relativo alla farmacia online e ai margini di intervento degli Stati membri nella regolazione del commercio elettronico dei medicinali.
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