Acque reflue
19 Giugno 2026L'Assemblea di Strasburgo approva una mozione che chiede di sospendere il sistema di responsabilità estesa del produttore

L'Europarlamento chiede di sospendere alcuni obblighi della direttiva sulle acque reflue e avviare una nuova valutazione dell'impatto su farmaci, forniture e industria.
Il Parlamento europeo ha approvato una mozione di risoluzione che chiede la sospensione del sistema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) previsto dalla direttiva europea sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD) e l'avvio di una nuova valutazione d'impatto sugli effetti delle misure previste per il settore farmaceutico.
La mozione approvata dall'Assemblea di Strasburgo propone lo stop temporaneo all'EPR e all'obbligo di trattamento quaternario delle acque reflue, chiedendo alla Commissione europea di realizzare entro il 2026 una valutazione indipendente con il coinvolgimento del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) e dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA).
Secondo il Parlamento europeo, è necessario approfondire le possibili conseguenze della direttiva sulla disponibilità, l'accessibilità economica e la continuità delle forniture di medicinali nell'Unione europea prima della piena attuazione delle nuove disposizioni.
La decisione arriva dopo la richiesta avanzata da 17 Stati membri durante il Consiglio EPSCO, che hanno sollecitato la Commissione europea ad acquisire ulteriori evidenze sull'impatto della normativa in relazione all'accesso ai farmaci e alla sicurezza delle forniture.
Nel corso della riunione EPSCO, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha espresso le preoccupazioni dell'Italia riguardo a un sistema di responsabilità estesa del produttore che, secondo il Governo, potrebbe determinare costi rilevanti per il comparto farmaceutico senza una sufficiente base scientifica a supporto dell'attuale impostazione normativa. Il ministro ha chiesto una nuova analisi indipendente e trasparente per valutare sia le fonti di inquinamento sia le possibili ricadute della direttiva sulla disponibilità dei medicinali, con particolare attenzione ai pazienti affetti da malattie rare.
Il voto del Parlamento europeo è stato accolto favorevolmente da Egualia, che ha definito la decisione un segnale di attenzione verso le preoccupazioni espresse da diversi Stati membri, dalle autorità sanitarie e dall'industria farmaceutica europea. Secondo Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, gli obiettivi ambientali devono essere perseguiti attraverso misure proporzionate e basate su evidenze scientifiche, evitando possibili ripercussioni sulla disponibilità dei medicinali e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.
Positiva anche la reazione di Farmindustria. Il presidente Marcello Cattani ha definito la risoluzione «un passaggio molto significativo», sottolineando come il Parlamento europeo abbia riconosciuto le possibili conseguenze della direttiva sulla disponibilità dei medicinali e sulla competitività industriale europea. Secondo Farmindustria, la richiesta di una nuova valutazione d'impatto indipendente e la proposta di sospendere temporaneamente gli obblighi legati all'EPR rappresentano un segnale di attenzione verso le preoccupazioni espresse da numerosi Stati membri, tra cui l'Italia.
L'associazione ribadisce di condividere gli obiettivi di tutela ambientale, ma ritiene necessario che le misure siano fondate su solide evidenze scientifiche e su un'equa ripartizione delle responsabilità e dei costi. In caso contrario, avverte Farmindustria, potrebbero verificarsi ripercussioni sugli investimenti, sull'innovazione e sulla disponibilità dei medicinali per i pazienti. L'auspicio espresso dall'associazione è che la Commissione europea avvii rapidamente una nuova analisi d'impatto e apra un confronto con tutti gli attori coinvolti.
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