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16 Luglio 2025Nel 2023 l’Unione europea ha registrato 511 posti letto ospedalieri ogni 100.000 abitanti, in calo rispetto ai 516 del 2022. Per quanto riguarda l’Italia, i dati relativi ai posti letto nelle strutture di assistenza a lungo termine sono ancora provvisori

Nel 2023 l’Unione europea ha registrato 511 posti letto ospedalieri ogni 100.000 abitanti, in calo rispetto ai 516 del 2022. Per quanto riguarda l’Italia, i dati relativi ai posti letto nelle strutture di assistenza a lungo termine sono ancora provvisori, senza un confronto numerico definitivo. L’andamento europeo solleva interrogativi anche sul livello di accessibilità alle cure nel nostro Paese.
Nel confronto temporale, nel 2013 l’Unione contava 557 posti letto ogni 100.000 abitanti: la riduzione osservata fino al 2023 evidenzia un trend consolidato di contrazione della dotazione ospedaliera. L’Italia, pur non rientrando tra i Paesi con il numero più basso, presenta valori non aggiornati per quanto riguarda i posti letto di lungo periodo, anch’essi contrassegnati come provvisori.
Nel contesto europeo, si osservano livelli molto differenti: la Bulgaria (864 posti letto per 100.000 abitanti), la Germania (766), la Romania (728), l’Austria (660) e l’Ungheria (651) registrano i tassi più elevati. All’estremo opposto si trovano la Svezia (187), i Paesi Bassi (231), la Danimarca (233), la Finlandia (260), la Spagna (288), l’Irlanda (289) e Cipro (298).
Rilevanti anche le differenze per i posti letto nelle strutture di assistenza a lungo termine (LTC): in Olanda se ne contano oltre 1.400 per 100.000 abitanti, in Svezia 1.315 e in Belgio 1.250. In fondo alla classifica si collocano la Grecia, con soli 20 posti, e la Bulgaria con 26, mentre la Polonia ne registra 222. Anche in questo caso, per l’Italia i dati restano provvisori.
Sebbene il nostro Paese non risulti tra quelli con la minore disponibilità di posti letto ospedalieri, l’assenza di dati definitivi sull’assistenza a lungo termine non consente di valutare compiutamente eventuali criticità.
La tendenza al ribasso della capacità ospedaliera potrebbe avere ricadute sull’accesso alle cure non differibili, sulla disponibilità di strutture di continuità assistenziale – fondamentali per pazienti cronici e anziani – e sulla pressione crescente su day hospital e servizi ambulatoriali, già in espansione come alternativa ai ricoveri ordinari.
Eurostat pubblicherà a breve i dati definitivi per l’Italia e gli altri Stati membri, sia per i posti letto ospedalieri sia per le strutture LTC, insieme alle relative note metodologiche, che chiariranno eventuali discontinuità nei confronti storici.
Il calo dei posti letto nella Ue – da 557 a 511 ogni 100.000 abitanti in dieci anni – e la mancanza di informazioni aggiornate per l’Italia sulle strutture di lungo termine segnalano la necessità di un attento monitoraggio delle risorse disponibili. In attesa dei dati completi, resta prioritario valutare la capacità del sistema sanitario di garantire cure adeguate e tempestive, soprattutto per la popolazione più anziana e fragile.
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