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14 Settembre 2026

IA e sviluppo dei farmaci, come cambia la ricerca delle aziende farmaceutiche

Le aziende farmaceutiche aumentano gli investimenti nell’intelligenza artificiale per accelerare le prime fasi della ricerca


IA salute

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nella ricerca e nello sviluppo farmaceutico, con investimenti e collaborazioni che coinvolgono alcune delle principali aziende del settore. L’obiettivo è aumentare velocità ed efficienza nelle fasi iniziali della scoperta dei farmaci, senza sostituire però la sperimentazione di laboratorio e clinica. È il quadro tracciato da un’analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore.

Secondo Iana Perova, analista azionaria di Decalia, i modelli linguistici di grandi dimensioni sono particolarmente efficaci nel consolidare le conoscenze esistenti e nello svolgere più rapidamente diverse attività. La scoperta di nuovi farmaci richiede però anche la produzione di nuove conoscenze attraverso esperimenti di laboratorio e sperimentazione sull’uomo.

I test clinici, con i relativi controlli, la revisione da parte di soggetti terzi e la supervisione regolatoria, restano quindi una fase indispensabile. L’IA può intervenire soprattutto nelle fasi precedenti, contribuendo a velocizzare processi che tradizionalmente richiedono tempi lunghi.

L’articolo richiama, come esempio della complessità dello sviluppo farmaceutico, il percorso seguito da Eli Lilly per arrivare a Zepbound. Prima del farmaco sono state sviluppate circa 700 formulazioni di un agonista del recettore GLP-1 e successivamente sono state necessarie oltre 500 ulteriori formulazioni. Secondo Perova, nei prossimi anni gli esperimenti di laboratorio tradizionali continueranno quindi ad avere un ruolo rilevante.

Parallelamente stanno aumentando le partnership tra aziende farmaceutiche e soggetti specializzati nell’intelligenza artificiale. Damien Ng, analista di Julius Baer, cita le collaborazioni di Novartis ed Eli Lilly con Isomorphic Labs per la scoperta di nuovi farmaci attraverso modelli avanzati di IA. Anche Novo Nordisk ha ampliato le proprie collaborazioni con partner tra cui Amazon Web Services, OpenAI e Nvidia, applicando l’intelligenza artificiale alla scoperta di nuovi farmaci e allo sviluppo clinico.

Secondo l’analisi, anche AstraZeneca, Sanofi, Roche e Pfizer collaborano con specialisti dell’IA per attività di ricerca e sviluppo. Un ulteriore ambito di interesse riguarda le biotecnologie legate alla genomica e alla longevità. Ng segnala che le biotech focalizzate sulla longevità hanno raccolto oltre 660 milioni di dollari di finanziamenti dichiarati nella prima metà del 2026.

L’evoluzione interessa anche la filiera che supporta la ricerca. L’articolo indica tra i possibili beneficiari i fornitori di materiali, reagenti, strumenti e piattaforme utilizzati nella sperimentazione di laboratorio e nello sviluppo farmaceutico.

Il quadro delineato dal Sole 24 Ore indica quindi una trasformazione del processo di ricerca più che una sua sostituzione: l’intelligenza artificiale può aumentare rapidità ed efficienza nelle fasi iniziali, mentre produzione di nuove conoscenze, sperimentazione clinica e verifica dei risultati restano elementi centrali nello sviluppo dei farmaci.

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