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27 Gennaio 2026

Farmaci, l’intelligenza artificiale accelera trial e dossier regolatori

Le aziende farmaceutiche utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per ridurre i tempi di selezione dei centri, reclutamento dei pazienti e preparazione delle sottomissioni regolatorie


IA salute

Le aziende farmaceutiche stanno utilizzando l’intelligenza artificiale per ridurre i tempi di selezione dei centri di sperimentazione, del reclutamento dei pazienti e della preparazione dei dossier per le autorità regolatorie. È quanto emerge dalle dichiarazioni di diversi gruppi industriali intervenuti alla JP Morgan Healthcare Conference, secondo quanto riportato da Reuters.

Secondo i manager del settore, l’intelligenza artificiale non ha ancora prodotto risultati decisivi nella scoperta di nuove molecole realmente innovative, ma sta già mostrando benefici concreti nelle attività operative e amministrative dello sviluppo dei farmaci, riducendo tempi e carichi di lavoro su processi tradizionalmente laboriosi.

Un esempio citato riguarda Novartis, che ha riferito di aver ridotto la fase di selezione dei siti di sperimentazione da alcune settimane a una riunione di circa due ore grazie all’impiego di strumenti di analisi automatizzata. Le aziende stanno inoltre utilizzando sistemi di intelligenza artificiale per supportare l’individuazione dei pazienti eleggibili agli studi clinici e per ottimizzare le attività di arruolamento.

Un’area di applicazione particolarmente rilevante riguarda la gestione della documentazione regolatoria. Gruppi come AstraZeneca, Roche e Pfizer hanno descritto l’utilizzo di strumenti digitali per compilare, verificare e mantenere coerenti migliaia di pagine di documenti clinici, di sicurezza e di produzione richiesti per le sottomissioni alle autorità regolatorie nei diversi Paesi. L’obiettivo è ridurre il ricorso a consulenze esterne e accelerare la preparazione dei dossier.

Secondo una stima citata da McKinsey, l’adozione di soluzioni di “agentic AI” potrebbe incrementare la produttività dello sviluppo clinico tra il 35% e il 45% nei prossimi cinque anni. Al momento, tuttavia, la misurazione puntuale dei risparmi e dei benefici resta complessa e dipende dalle modalità di implementazione delle tecnologie.

Anche il settore degli investimenti sta orientando risorse verso applicazioni mirate a semplificare il cosiddetto “messy middle” dello sviluppo farmaceutico, cioè le fasi operative tra la ricerca e la commercializzazione. Teva Pharmaceutical Industries ha dichiarato di utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere più efficienti i processi interni e liberare risorse da destinare alle attività strategiche.

Secondo gli analisti, l’utilizzo di modelli linguistici e strumenti automatizzati per compiti amministrativi è già diffuso nel settore, ma serviranno ancora uno–tre anni per valutare in modo quantitativo l’impatto sull’accelerazione dello sviluppo dei farmaci.

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