Farmaci
09 Marzo 2023Da gennaio 2023 è presente in Italia, rimborsato da Aifa, bulevirtide, che permetterà di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti con Epatite Delta, con l'opportunità di trattare anche senza interferone pazienti che prima non potevano ricevere alcuna terapia. Alla luce di questo quadro, è partito un rinnovato impegno da parte della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie
Si manifesta solo nelle persone affette da Epatite B (Hbv) ed è particolarmente virulento: è il virus dell'Epatite Delta (Hdv), che secondo una stima riguarda circa il 5% dei pazienti con Epatite B. In Italia, su circa 800mila casi di Epatite B, fino a 40mila persone potrebbero essere quindi colpite da entrambi i virus, con numerosi casi che sfuggono tra coloro che provengono da aree ad alta endemia da virus B e Delta. I limiti posti dal sommerso rappresentano un obiettivo da superare, tanto più che da gennaio 2023 è presente in Italia, rimborsato da Aifa, un nuovo farmaco, bulevirtide, che permetterà di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti con Epatite Delta, con l'opportunità di trattare anche senza interferone pazienti che prima non potevano ricevere alcuna terapia. Alla luce di questo quadro, è partito un rinnovato impegno da parte della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) per favorire le conoscenze tra i medici di famiglia. Questo quanto emerso nel corso di un webinar sul tema, organizzato nell'ambito di un progetto per la formazione dei Medici di famiglia sulle malattie infettive, organizzato da Regia congressi con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie e della Società italiana di Malattie Infettive e Tropicali - Simit, con il contributo non condizionante di Gilead Sciences.
"Il ruolo della Medicina Generale è nevralgico per favorire diagnosi precoci e immediati linkage-to-care – sottolinea Alessandro Rossi, responsabile Patologie Acute Simg - L'Epatite Delta, infatti, non solo è la forma più grave di epatite virale esistente, con capacità di provocare cirrosi ed epatocarcinoma con tassi molto più elevati rispetto alle altre epatiti, ma si caratterizza anche per l'ampio sommerso e per gli strumenti terapeutici limitati di cui abbiamo disposto finora".
Con le recenti novità, un aumento degli screening diventa un obiettivo prioritario, dove il medico di famiglia può dare un contributo determinante, con particolare attenzione ai pazienti HBV-positivi, sui quali non sempre avviene anche il test per l'Epatite Delta, lasciando così che il sommerso si ampli ulteriormente".
"Grazie alla vaccinazione contro l'Epatite B, le persone fino a 40 anni sono immuni all'infezione sia da Epatite B che da Epatite Delta - spiega la Prof.ssa Loreta Kondili, Centro Nazionale per la Salute Globale, Istituto Superiore di Sanità - Tuttavia, i flussi migratori verso l'Italia da zone ad elevata prevalenza di HBV (Asia, Africa ed Est Europa) hanno influenzato l'epidemiologia dell'infezione Delta in Italia".
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