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Antibiotici

22 Dicembre 2025

Gonorrea, due nuovi antibiotici efficaci dopo decenni

Nel 2025 due nuovi antibiotici hanno dimostrato efficacia contro la gonorrea in studi clinici avanzati e sono stati approvati negli Stati Uniti


antibiotico pillola bianca

Nel 2025 sono diventati disponibili i primi nuovi antibiotici contro la gonorrea dopo decenni di stallo terapeutico. A segnalarlo è la rivista Science, che inserisce il risultato tra i “Runners-up” scientifici dell’anno, sottolineando il valore del traguardo in un contesto di crescente resistenza antimicrobica.

La gonorrea, causata da Neisseria gonorrhoeae, colpisce ogni anno oltre 80 milioni di persone nel mondo. Oltre ai sintomi locali, l’infezione può determinare complicanze gravi, tra cui malattia infiammatoria pelvica e infertilità, e aumenta il rischio di trasmissione dell’Hiv. Il batterio ha sviluppato resistenza a quasi tutte le classi di antibiotici utilizzate nel tempo e, secondo Science, anche le cefalosporine, ultima linea di trattamento, stanno mostrando segnali di perdita di efficacia.

Il primo dei due nuovi farmaci è gepotidacin, sviluppato da GSK con il supporto della Biomedical Advanced Research and Development Authority statunitense. I risultati di uno studio di fase 3, pubblicati su The Lancet nel maggio 2025, hanno mostrato un’efficacia sovrapponibile alle terapie standard. Gepotidacin appartiene a una nuova classe di antibiotici e agisce inibendo due enzimi chiave per la replicazione del Dna batterico, la Dna girasi e la topoisomerasi IV.

Il secondo farmaco è zoliflodacin, sviluppato da Innoviva Specialty Therapeutics in collaborazione con la Global Antibiotic Research and Development Partnership, un’organizzazione non profit con sede in Svizzera. Uno studio di fase 3 condotto in cinque Paesi e pubblicato su The Lancet l’11 dicembre 2025 ha dimostrato l’efficacia del farmaco e l’assenza di eventi avversi gravi. Anche zoliflodacin colpisce la Dna girasi, ma con un meccanismo d’azione diverso rispetto a gepotidacin.

Entrambi i nuovi antibiotici presentano un ulteriore elemento di rilievo: possono essere assunti per via orale, a differenza delle cefalosporine oggi più utilizzate, che richiedono la somministrazione iniettiva. Un aspetto che, secondo Science, potrebbe semplificare il trattamento e migliorare l’aderenza terapeutica.

Gli esperti citati dalla rivista accolgono l’arrivo dei due farmaci come un passo avanti significativo, ma avvertono che, come accaduto in passato, anche queste molecole potrebbero avere una durata limitata nel tempo. In presenza di un microrganismo con un’elevata capacità di sviluppare resistenze, la ricerca di nuovi antibiotici resta quindi una necessità costante.

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