Psicofarmaci
21 Novembre 2025Nel Rapporto OsMed 2024 l’uso di psicofarmaci nei minori è raddoppiato dal 2016. SIF: “No allarmismi, necessario monitorare appropriatezza e diagnosi”

L’uso di psicofarmaci in età pediatrica è raddoppiato dal 2016, secondo i dati del Rapporto Nazionale OsMed 2024. La Società Italiana di Farmacologia (SIF), in una nota, sottolinea che i numeri “non devono alimentare allarmismi, ma stimolare una migliore comprensione del fenomeno e un controllo più accurato dell’appropriatezza delle cure in età pediatrica” e annuncia “azioni concrete di monitoraggio” in collaborazione con SINPIA, SIP e SINPF.
“La pubblicazione del Rapporto Nazionale OsMed 2024 rappresenta un punto di riferimento fondamentale per analizzare l’uso dei farmaci nel nostro Paese”, afferma Filippo Caraci, coordinatore del GdL Malattie Neurodegenerative della SIF. “I nuovi dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco Aifa, mostrano una crescita delle prescrizioni degli psicofarmaci nella popolazione pediatrica italiana sulla quale è necessario riflettere”.
Nel 2024 la prevalenza d’uso è pari allo 0,57%, con un incremento dell’8,6% sul 2023 e un aumento da 0,26% nel 2016 a 0,57% nel 2024. L’uso cresce con l’età fino a 129,1 confezioni per 1.000 tra dodici e diciassette anni (prevalenza 1,17%).
Tra le classi di farmaci:
“Leggere questi numeri non significa solo osservare un aumento delle prescrizioni, ma chiedersi quanto questo fenomeno rifletta una maggiore prevalenza dei disturbi mentali nei giovanissimi o, al contrario, un miglioramento nella loro diagnosi e presa in carico” dichiara Caraci.
La prevalenza è più alta al Nord (0,26%) rispetto al Sud (0,15%), ma è nel Mezzogiorno che si registra l’aumento maggiore (+11,7%). Per gli antipsicotici, “i farmaci più prescritti – aripiprazolo e risperidone – sono proprio quelli autorizzati per il trattamento dei disturbi psicotici in età evolutiva”. Rimangono da approfondire “l’uso off-label di altri antipsicotici e l’impatto della Legge 648/96 sulle prescrizioni di risperidone nei bambini con disturbo dello spettro autistico”.
“La farmacologia ha oggi una responsabilità centrale nel monitoraggio dell’appropriatezza terapeutica in popolazioni vulnerabili come bambini e adolescenti. È fondamentale che l’aumento delle prescrizioni corrisponda realmente a diagnosi più tempestive e a trattamenti in linea con le evidenze scientifiche”, afferma il presidente Armando Genazzani.
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