Tumori
18 Marzo 2025Il test genomico Oncotype Dx Breast Recurrence Score eseguito prima dell'intervento chirurgico, cioè sulla biopsia diagnostica, permette di abbreviare i tempi di avvio della terapia adiuvante, con vantaggi importanti in termini di riduzione del disagio psicologico delle pazienti

Nelle pazienti con tumore del seno in stadio precoce, il test genomico Oncotype Dx Breast Recurrence Score eseguito prima dell'intervento chirurgico, cioè sulla biopsia diagnostica (core biopsy), permette di abbreviare i tempi di avvio della terapia adiuvante, con vantaggi importanti in termini di riduzione del disagio psicologico delle pazienti. Lo dimostrano i dati presentati alla 19/ma St. Gallen International Breast Cancer Conference, a Vienna, riferisce una nota. Uno studio del Regno Unito ha analizzato i vantaggi dell'anticipazione del test al setting pre-chirurgico, utilizzando Oncotype Dx su campioni di core biopsy invece che su quelli chirurgici. Questo studio controllato, multicentrico, prospettico, randomizzato (PreDX) ha incluso 341 pazienti eleggibili per il test Oncotype Dx provenienti da 17 centri del Regno Unito. I risultati hanno mostrato che l'utilizzo della core biopsy ha portato a una riduzione di otto giorni del tempo dall'intervento chirurgico all'inizio del trattamento adiuvante. Oltre a questo risultato clinicamente significativo, effettuare il test prima dell'intervento chirurgico ha migliorato l'esperienza della paziente, con una riduzione dei punteggi di ansia e depressione. "Il test genomico è in grado di identificare le pazienti con malattia in stadio iniziale per le quali, dopo l'intervento chirurgico, la chemioterapia è effettivamente utile e i casi in cui è sufficiente la terapia ormonale - afferma Giancarlo Pruneri, direttore del Dipartimento di diagnostica avanzata della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano -. Il percorso diagnostico tradizionale di una paziente con tumore della mammella è costituito da due momenti. Il primo è la biopsia diagnostica, che permette la classificazione della malattia e la caratterizzazione dei recettori ormonali e dello stato della proteina Her2. Il secondo è la chirurgia, che porta alla conferma della classificazione istologica eseguita sulla biopsia e fornisce informazioni realtive allo stadio della malattia". "Il test genomico, finora, è stato effettuato sul campione chirurgico, pertanto dopo l'intervento. - sottolinea Pruneri - Nello studio presentato alla 'St. Gallen International Breast Cancer Conference', il test è stato anticipato sulla biopsia, quindi nel primo momento del percorso diagnostico. In questo modo, è stata dimostrata una riduzione importante del 'turnaround time', cioè del tempo complessivo per l'utilizzo dei risultati di Oncotype DX. Anticipare il test migliora la performance del sistema sanitario, perché è possibile avviare la terapia adiuvante in tempi più brevi e viene ridotto il disagio psicologico della paziente, determinato anche dai tempi di attesa dei risultati dell'analisi genomica".
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