Oftalmologia
19 Febbraio 2025Questo innovativo trattamento apre prospettive inedite per una gestione più efficace e prolungata di queste gravi patologie oculari, offrendo speranze concrete di migliorare la qualità della vita dei pazienti

La formulazione aflibercept 8 mg, recentemente adottata in Italia, rappresenta un progresso nella cura degenerazione maculare neovascolare (nAmd) e dell'edema maculare diabetico (Dme). Lo hanno ribadito gli esperti in una conferenza stampa a Milano sottolineando come questo innovativo trattamento apra prospettive inedite per una gestione più efficace e prolungata di queste gravi patologie oculari, offrendo speranze concrete di migliorare la qualità della vita dei pazienti. Non solo. I dati scientifici più recenti confermano risultati sempre più incoraggianti, con benefici duraturi nel tempo. A completare il quadro il recente lancio in Italia di OcuClick™, una siringa pre-riempita per la somministrazione di aflibercept 8 mg, progettata per semplificare e ottimizzare ulteriormente la gestione terapeutica di queste importanti condizioni oculari.
La portata di aflibercept 8 mg è stata sintetizzata in un codice numerico: 3 - 5 - 8. Ovvero, 3 dosi di carico iniziali per il trattamento della nAmd e del Dme, con un profilo di sicurezza paragonabile a quello di aflibercept 2 mg; intervalli di somministrazione prolungati fino a 5 mesi, con un totale di sole 8 iniezioni intravitreali in 2 anni, offrendo un approccio più sostenibile e innovativo. La riduzione del numero di iniezioni necessarie favorisce, da una lato una migliore qualità di vita per pazienti e caregiver, ma anche una maggiore aderenza terapeutica che contribuisce ad alleggerire il carico sul sistema sanitario. Al momento aflibercept 8 mg è approvato in Unione Europea per intervalli di trattamento fino a 5 mesi.
Mentre continua la ricerca clinica sulla nuova formulazione, con l'obiettivo di soddisfare bisogni terapeutici ancora inesplorati, i dati a lungo termine mostrano che, nei pazienti con nAmd aflibercept 8 mg mantiene un'efficacia e una sicurezza costanti, comparabili a quelle dell'attuale standard di cura (2 mg).
In Italia le patologie che causano ipovisione o cecità assorbono risorse stimate in circa 2 miliardi di euro all'anno (68% sono costi sanitari diretti). I pazienti affetti da nAmd completano mediamente solo 3,7 anni di trattamento programmato. Circa il 60% interrompe il follow-up dopo 5 anni. Se consideriamo la sola nAmd, secondo uno studio prospettico di Altems-Università Cattolica del Sacro Cuore, lo scenario attuale è associato a un costo complessivo per singolo paziente pari a oltre 60 mila euro, dove i costi sociali (spese pensionistiche e indennità) rappresentano una percentuale rilevante (67,83%) e il trattamento farmacologico equivale al 16,58% della spesa complessiva.
Un recente studio condotto nei Paesi Bassi ha analizzato i costi di trattamento alternativi per l'Amd, confrontando l'uso di aflibercept nelle dosi da 2 mg e 8 mg. I risultati indicano che il passaggio a un regime terapeutico con minori somministrazioni potrebbe portare a una riduzione dei costi su un orizzonte temporale di 3 anni dovuta al minor numero di iniezioni necessarie e alla diminuzione dei costi di somministrazione del farmaco.
''In un sistema sanitario complesso, la sostenibilità deve essere valutata in modo ampio, considerando non solo i costi diretti, ma anche gli effetti sui percorsi dei pazienti e l'impatto delle terapie - sottolinea Francesco Bandello, professore ordinario di Oftalmologia, direttore della scuola di specializzazione in Oftalmologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e direttore dell'Unità di Oculistica dell'Irccs Ospedale San Raffaele di Milano - Tuttavia, un approccio a 'silos', limitato dai tetti di spesa, ostacola una visione globale dei benefici di tecnologie e farmaci innovativi. L'economia può aiutare a confrontare le alternative terapeutiche, analizzando costi, benefici e effetti organizzativi, come la riduzione degli accessi ospedalieri, i costi evitati e gli impatti su pazienti e famiglie, anche con terapie avanzate.
È quindi ''fondamentale - continua Bandello - raccogliere dati completi sugli oneri di patologia, considerando anche le spese sociali, la perdita di produttività e gli ostacoli lavorativi del paziente. Aumentare l'aderenza e migliorare l'efficacia del trattamento consente di rendere le risorse più efficienti, con effetti positivi sulla salute dei pazienti e sull'intero sistema sanitario. Investimenti mirati e una gestione integrata delle risorse possono rendere il sistema più sostenibile ed efficiente, con benefici concreti per tutti''.
Guardando al futuro, ''noi di Bayer possiamo essere orgogliosi di quanto realizzato insieme in questi anni nel campo dell'oftalmologia - conclude Arianna Gregis, Country Division Head Pharmaceuticals di Bayer Italia - Abbiamo compiuto passi importanti, ma siamo consapevoli che c'è ancora molto da fare. Sta a noi scrivere il prossimo capitolo, con un obiettivo chiaro: aiutare sempre più persone a preservare la vista e migliorare la qualità di vita. Lo faremo attraverso l'innovazione e il dialogo continuo con la classe medica, le associazioni pazienti, le istituzioni, il mondo accademico. Alleanze preziose, che continueremo a rafforzare con un'unica priorità: il benessere del paziente. Con coraggio e determinazione vogliamo innovare e ascoltare, per cambiare il futuro della salute oculare''.
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