Farmaci
22 Marzo 2024Trasformare la pratica della medicina e imprimere un cambiamento anche nella vita dei pazienti con esofagite eosinofila e prurigo nodularis, questo il tema dell’evento organizzato a Milano da Sanofi
L’infiammazione di tipo 2, e il suo ruolo nello sviluppo di patologie diverse e apparentemente non collegate tra loro, è stata al centro del media tutorial. Una causa, diverse patologie: l'infiammazione di tipo 2. Trasformare la pratica della medicina e imprimere un cambiamento anche nella vita dei pazienti con esofagite eosinofila e prurigo nodularis, questo il tema dell’evento organizzato a Milano da Sanofi.
L’evento ha visto la partecipazione di specialisti immunologi e di rappresentanti delle associazioni pazienti, per delineare un quadro che, nonostante la presenza di unmet needs, presenta novità terapeutiche che sembrano poter realmente modificare la storia naturale di alcune malattie.
L’infiammazione di tipo 2 è alla base di diverse patologie atopiche, allergiche e infiammatorie: asma, dermatite atopica, rinosinusite cronica con poliposi nasale, BPCO; esofagite eosinofila e prurigo nodularis.
Condizioni croniche accomunate da meccanismi di risposta dell’organismo, che reagisce agli stimoli con la produzione di cellule immunitarie di tipo 2. Centrali in questo processo, tre tipi di citochine infiammatorie: IL-4, IL-5 e IL-13.
Le patologie infiammatorie di tipo 2 esordiscono anche durante la prima infanzia, ma possono insorgere a qualsiasi età, con un impatto importante sulla qualità di vita dei pazienti, che hanno maggiori probabilità di sviluppare più patologie mediate dalla stessa causa infiammatoria. Si caratterizzano inoltre per un rilevante carico di malattia, e per elevati costi sanitari diretti e indiretti.
L’incontro è stato l’occasione per approfondire due patologie causate da infiammazione di tipo 2, caratterizzate da importante carico di malattia e probabilità elevata di misdiagnosi.
La prurigo nodularis causa la comparsa diffusa di noduli multipli, papule e placche, con prurito di intensità molto più grave rispetto ad altre affezioni cutanee. Le stime indicano una prevalenza in Europa di 32,7 casi per 100.000 abitanti; i pazienti sperimentano una grave compromissione della qualità di vita, e della possibilità di svolgere attività quotidiane a causa del forte prurito, dei disturbi del sonno e della sfera emotiva.
Laura Bonzano, Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica, Arcispedale Santa Maria Nuova - AUSL Reggio Emilia: “I sintomi impattano significativamente la vita quotidiana delle persone affette da questa patologia. La difficoltà nella diagnosi talvolta è un altro problema, con più di un terzo dei pazienti che riceve inizialmente una diagnosi errata e riscontra tempi medi decisamente lunghi (oltre 2 anni) per arrivare alla corretta identificazione della patologia”.
L’esofagite eosinofila (EoE) è una condizione cronica e progressiva, che colpisce l'esofago, causandone fibrosi e restringimento, con sintomi caratteristici quali disfagia, riduzione dell'appetito, vomito e dolore addominale. La malattia può esordire nell’infanzia e adolescenza e viene spesso confusa con altri disturbi gastrointestinali, come il reflusso gastroesofageo, con conseguenze su ritardo diagnostico e terapie inappropriate che contribuiscono al peggioramento dei sintomi nel tempo e a un danno d’organo progressivo e potenzialmente irreversibile. Anche l’EoE può compromettere seriamente la qualità di vita dei pazienti. L’aspetto quotidiano maggiormente influenzato dalla malattia è l’alimentazione, per cui i pazienti sono costretti a seguire una dieta restrittiva.
Antonio Di Sabatino, Direttore UOC Medicina Interna 1, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, e Direttore Scuola di Specializzazione in Medicina Interna, Università di Pavia: “Oggi si stima che l’esofagite eosinofila colpisca circa 50.000 adulti e adolescenti in Europa. Le statistiche registrano tuttavia un significativo aumento del numero di casi, dovuto a una migliore e maggiore informazione su questa patologia e ai progressi nella diagnosi precoce. È importante sapere che, in assenza di terapie mirate o efficaci nel lungo periodo, i pazienti che soffrono di esofagite eosinofila spesso adottano meccanismi compensatori, come bere liquidi durante i pasti, modificare l'alimentazione, estendere gli orari dei pasti ed evitare certi tipi di cibo, oltre a comportamenti come masticare eccessivamente o nascondere le pillole. Questi sono certamente importanti segnali d'allarme per riconoscere la patologia, ma influiscono anche sui tempi della diagnosi”.
La comprensione del meccanismo sottostante l’insorgenza di malattie così diverse, ha portato a un cambio di paradigma nel loro trattamento. Da terapie dirette all’organo bersaglio o al sintomo della malattia, oppure generiche mediante farmaci immunosoppressori, oggi l’azione è rivolta al controllo delle citochine coinvolte, al fine di “spegnere” il meccanismo infiammatorio.
Stefano del Giacco, Direttore della Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica, Università di Cagliari e Direttore Allergologia e Immunologia Clinica, AOU di Cagliari: “Grazie alla ricerca e alla conoscenza del fattore comune dietro queste patologie è oggi possibile agire sui meccanismi alla base dell’infiammazione, ottenendo un controllo a lungo termine, anziché agire sull’organo bersaglio o sul sintomo della malattia con terapie generiche, come cortisonici o immunosoppressori, che possono offrire sollievo nel breve termine ma il cui uso continuo e prolungato è altamente sconsigliato”.
L'introduzione dell’anticorpo monoclonale umano dupilumab, sviluppato congiuntamente da Sanofi e Regeneron, rappresenta una innovazione nell’ambito della cura delle patologie dovute a infiammazione di tipo 2. La sua azione si esplica inibendo le vie di segnalazione dell’infiammazione mediate da due citochine, IL-4 e IL-13.
Il programma di sviluppo clinico di dupilumab ha dimostrato benefici clinici a lungo termine sulla riduzione dell'infiammazione di tipo 2, e sulla modifica della storia naturale di malattia, con miglioramento della qualità di vita di pazienti refrattari ai trattamenti tradizionali, e diminuzione dei costi sanitari.
Il farmaco è indicato, in Italia, per il trattamento di alcune malattie del bambino e dell’adulto, ossia dermatite atopica (adulto, adolescente e bambino), asma grave in adulti e adolescenti dai 12 anni di età e rinosinusite cronica con poliposi nasale grave negli adulti.
In arrivo, invece, le indicazioni per quanto riguarda l’esofagite eosinofila (adulto e adolescente da 12 anni in su), la prurigo nodularis in pazienti adulti, la dermatite atopica del bambino da 6 mesi di vita a 5 anni e l’asma del bambino a partire dai 6 anni d’età.
Dupilumab è il primo farmaco indicato per il trattamento di prurigo nodularis di grado moderato-grave, in pazienti eleggibili alla terapia sistemica e rappresenta una innovazione per i casi di EoE che non rispondono alle terapie convenzionali.
Allo studio i potenziali utilizzi di dupilumab in altre patologie mediate dall’infiammazione di tipo 2 o da altri processi di tipo allergico in studi di Fase 3, tra cui l’EoE pediatrica, il prurito cronico di origine sconosciuta, la broncopneumopatia cronica ostruttiva con evidenza di infiammazione di tipo 2 e il pemfigoide bolloso.
Con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sull’importanza di identificare i sintomi della esofagite eosinofila, ESEO italia (Associazione di famiglie contro l'Esofagite eosinofila e le patologie gastrointestinali eosinofile) in collaborazione con associazioni operanti a livello europeo e internazionale ha contribuito all’istituzione di due giornate di sensibilizzazione: World Eosinophilic Diseases Day, prevista per il 18 maggio, e European day of Eosinofilic esofagitis, prevista il 22 maggio.
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