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15 Dicembre 2023

Terapia con radioligandi, in Toscana serve un tavolo tecnico regionale per garantire accesso equo

Occorre creare al più presto un tavolo tecnico regionale toscano in grado di fornire proposte organizzative e soluzioni per garantire un accesso equo ed omogeneo alla terapia con radioligandi.  A chiederlo a gran voce un team di stakeholders del settore in occasione del tavolo, che si è tenuto nei giorni scorsi, all’interno di “Make RLT reality”


La terapia con radioligandi (RLT) è uno degli esempi più promettenti e innovativi della medicina di precisione. L’ampliamento a nuove indicazioni terapeutiche, come ad esempio il trattamento di alcune tipologie di pazienti con carcinoma prostatico, comporterà un aumento nel numero dei pazienti oncologici che potrebbe beneficiare di queste terapie. I due centri in Toscana autorizzati ad oggi per la RLT, AOU (Azienda Ospedaliero Universitaria) Careggi e l’AOU Pisana, probabilmente non saranno sufficienti per coprire le richieste di tutti i pazienti. Saranno necessari anche investimenti e strategie per migliorare l’accesso alle indagini diagnostiche propedeutiche alla RLT.

Occorre quindi creare al più presto un tavolo tecnico regionale in grado di fornire proposte organizzative e soluzioni per garantire un accesso equo ed omogeneo a queste terapie innovative.

A chiederlo a gran voce un team di stakeholders del settore in occasione del tavolo, che si è tenuto nei giorni scorsi a Firenze, all’interno di “Make RLT reality”, il progetto realizzato da Advanced Accelerator Applications – AdAcAp, azienda parte del gruppo Gruppo Novartis, in collaborazione con Edra S.p.A. All’incontro hanno partecipato: il professor Gianni Amunni, Coordinatore scientifico Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete oncologica toscana, Lorenzo Antonuzzo, Direttore Scuola specializzazione Oncologia Medica, Università degli Studi di Firenze, Giuseppe Boni, Direttore Terapia Medico Nucleare endocrino-oncologica SSN Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Ielizza Desideri, Dirigente UO Farmacia Ospedaliera Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Lorenzo Livi, Professore Ordinario di Radioterapia Oncologica presso Università degli Studi di Firenze, Silvia Sciammacca, Funzionario programmazione, Sanità, Welfare e Coesione Sociale, Regione Toscana, e Stelvio Sestini, Direttore SOC di Medicina Nucleare Ospedale S. Stefano di Prato USL Toscana Centro.

“La terapia con radioligandi rappresenta una procedura ad elevato contenuto tecnologico che, fino a poco tempo fa, trovava indicazione soltanto in malattie oncologiche rare – ha spiegato nel suo intervento Gianni Amunni, Coordinatore scientifico Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete oncologica. Oggi stiamo assistendo ad un cambiamento e la rete oncologica potrà avere un ruolo centrale nella programmazione e organizzazione dei percorsi di cura del paziente in entrambe le direzioni: dai centri di riferimento a quelli periferici e viceversa. L’obbiettivo è quello di assicurare prossimità delle cure, equità di accesso e omogeneità dell’offerta sanitaria, garantendo il diritto dei pazienti all’innovazione terapeutica. Per quanto riguarda la RLT un aspetto importante riguarda la definizione del modello organizzativo da implementare per la sua somministrazione: ricovero ospedaliero, Day Hospital (DH) o prestazione ambulatoriale. In una logica di efficienza e non solo di efficacia, il ricovero ospedaliero diventa sempre più incompatibile con la sostenibilità, per questo la direzione da intraprendere potrebbe essere l’integrazione di soluzioni alternative come il DH se conciliabile con le condizioni cliniche del paziente. In definitiva è opportuna la creazione di un tavolo tecnico regionale multidisciplinare composto da esperti di medicina nucleare, oncologi, urologi, radioterapisti, ma anche fisici sanitari e farmacisti con l’obiettivo di analizzare lo stato dell’arte e proporre soluzioni organizzative utili alla governance dei percorsi”.

“I dati epidemiologici indicano che in regione Toscana ci potrebbero essere ogni anno circa 150 pazienti affetti da carcinoma prostatico che potrebbero beneficiare della RLT secondo indicazione- ha spiegato Stelvio Sestini, Direttore SOC di Medicina Nucleare Ospedale S. Stefano di Prato USL Toscana Centro. A questi vanno aggiunti 35 pazienti affetti da tumori neuroendocrini. In Toscana i due centri accreditati AOU Careggi e AOU Pisana probabilmente non saranno sufficienti ad accogliere tutte le richieste dei pazienti. A breve sarà possibile effettuare la RLT anche all’ospedale di Prato, ma resta attualmente senza strutture adeguate, la zona sud della regione. Anche per le indagini diagnostiche esiste una forte disomogeneità tra i centri e più in generale la capacità diagnostica toscana risulta inferiore rispetto alle necessità dei richiedenti. Gli aspetti prioritari su cui lavorare sono quindi l’implementazione di una Rete di governance delle Medicine Nucleari della regione, l’elaborazione di un DRG (Diagnosis Related Groups) specifico per la RLT e l’integrazione di un regime di Day Hospital o ambulatoriale. Un’organizzazione basata sul lavoro in rete potrebbe ad esempio consentire di ricorrere in base alle condizioni cliniche del paziente al ricovero oppure al DH attraverso l’invio nei centri in cui queste modalità di gestione sono disponibili”.

Ielizza Desideri, Dirigente UO Farmacia Ospedaliera Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, ha commentato: “Qualora venisse confermata la volontà di istituire un tavolo tecnico regionale dedicato alla RLT sarà fondamentale anche prevedere il contributo offerto dal farmacista ospedaliero. L’epidemiologia e l’analisi dei database amministrativi dei centri ospedalieri potrebbero aiutare a realizzare un’adeguata programmazione sanitaria a livello regionale, ad esempio, nel capire gli effettivi volumi di indagini diagnostiche necessarie nei percorsi di presa in carico dei pazienti e fare così previsioni sulle risorse economiche da allocare. Infine si è ormai capito che il costo del radiofarmaco deve essere scorporato dalla prestazione DRG. Questo approccio consente di attuare una migliore gestione dei processi sanitari. Il farmacista ospedaliero – ha concluso Ielizza Desideri - è la figura responsabile del farmaco dalla acquisizione alla dispensazione e nell'ambito dei radiofarmaci di "nuova generazione" sarà chiamato a ricoprire il ruolo cardine del processo di assicurazione della appropriatezza prescrittiva e gestionale, e quindi sarà strategico prevederlo parte del tavolo tecnico regionale per la governace della RLT."

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