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Farmaci

11 Maggio 2023

Farmaci per il diabete nella lotta all’Alzheimer. Le ricerche in corso

Alcuni farmaci per il diabete, correntemente utilizzati per perdere peso come ad esempio semaglutide, potrebbero diventare trattamenti importanti nella lotta contro le malattie neurodegenerative come l'Alzheimer. Secondo i ricercatori, questi farmaci sembrano fronteggiare diversi aspetti del sistema metabolico implicati in questa malattia


Alcuni farmaci per il diabete, correntemente utilizzati per perdere peso come ad esempio semaglutide, potrebbero diventare trattamenti importanti nella lotta contro le malattie neurodegenerative come l'Alzheimer. Secondo i ricercatori, questi farmaci sembrano fronteggiare diversi aspetti del sistema metabolico implicati in questa malattia, tra cui la neuro-infiammazione e una proteina chiamata amiloide. La speranza è che migliorare l'utilizzo del glucosio e contenere l'infiammazione nell'intero organismo, compreso il cervello, possa rallentare la progressione di malattie debilitanti come l'Alzheimer e il Parkinson.

Diversi scienziati hanno sottolineato l'aumento delle ricerche a sostegno della sperimentazione di farmaci per il diabete contro le malattie neurodegenerative. Tuttavia, i risultati non sono ancora soddisfacenti ed il successo è incerto. In particolare, l'interesse è stato alimentato da recenti dati positivi sui farmaci per l'Alzheimer sviluppati da Eisai Co Ltd e da Eli Lilly and Co, che hanno dimostrato che la rimozione delle placche amiloidi accumulate nel cervello può rallentare il declino cognitivo causato dalla malattia. A differenza dei vecchi farmaci non brevettati, come la metformina, c'è un incentivo commerciale a testare nuovi trattamenti come gli agonisti del GLP-1 (di solito usati nel trattamento del diabete), una classe di farmaci in rapida espansione che, per il momento, ha fra i prodotti di punta Ozempic di Novo Nordisk (semaglutide) e Mounjaro (tirzepatide) di Lilly.

Al momento i ricercatori stanno testando trattamenti per il diabete con l'obiettivo di arrestare i primi cambiamenti nel cervello delle persone a rischio di sviluppare l'Alzheimer, anche se le prime ricerche hanno dato risultati contrastanti, perché le terapie anti-amiloide comportano il rischio di pericolosi rigonfiamenti cerebrali. La demenza colpisce più di 55 milioni di persone a livello globale e si prevede che il mercato dei farmaci per l'Alzheimer crescerà fino a 9,4 miliardi di dollari entro il 2028 e quello del Parkinson fino a 6,6 miliardi di dollari. Novo Nordisk ha avviato due studi che testano trattamenti originariamente pensati per il diabete in migliaia di pazienti con Alzheimer precoce. I risultati sono attesi per il 2025, visto i lunghi tempi di analisi per mostrare un effetto sulla patologia.

Cristoforo Zervos

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