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sanità

10 Maggio 2023

Lupus, colpiti 21mila italiani. Da Aifa via libera a rimborsabilità per nuova terapia

Sono 21mila gli italiani colpiti da Lupus Eritematoso Sistemico, malattia infiammatoria autoimmune, grave e complessa che può avere impatto su molti organi e causare dolore articolare, manifestazioni cutanee, affaticamento e febbre


Sono 21mila gli italiani colpiti da Lupus Eritematoso Sistemico, malattia infiammatoria autoimmune, grave e complessa che può avere impatto su molti organi e causare dolore articolare, manifestazioni cutanee, affaticamento e febbre. Coloro che ne soffrono in una forma da moderata a grave avranno ora a disposizione un nuovo farmaco. Lo scorso 30 marzo Aifa ha approvato infatti la rimborsabilità di anifrolumab come terapia aggiuntiva per il trattamento di questa malattia di cui si celebra oggi la Giornata mondiale. Fino al 90% dei pazienti affetti da Lupus convive con affaticamento costante e fino al 50% sviluppa un danno d'organo permanente, determinato dalla malattia o dai trattamenti disponibili, che acuisce la sintomatologia, e diminuisce in maniera significativa la qualità di vita dei pazienti.

"Oggi è una giornata molto importante che ci aiuta a ricordare una patologia estremamente invalidante e multiforme, come il Lupus  eritematoso sistemico - sottolinea Raffaela Fede, direttore medico AstraZeneca Italia. Siamo orgogliosi di portare una innovazione terapeutica ai pazienti colpiti da Les, un farmaco che antagonizza l'interferone 1 ed è efficace oltre che sicuro e con una rapidità d'azione, come hanno dimostrato tre importanti studi clinici: due studi di Fase III Tulip (1 e 2) e lo studio di Fase II Muse. Dai risultati emersi, anifrolumab dimostra la sua efficacia soprattutto nell'ambito cutaneo e articolare che sono tra i distretti più coinvolti all'esordio del Les, sebbene anche altri dati recenti confermino un profilo di efficacia nell'ambito ematologico, anche questo interessato dalla malattia". Non solo, "anifrolumab in oltre il 50% dei pazienti con Les consente una riduzione duratura nell'utilizzo di corticosteroidi orali che contribuiscono al danno d'organo in questi pazienti e, di conseguenza, peggiorano la prognosi di malattia''. Come “AstraZeneca siamo impegnati in varie aree terapeutiche, in particolare l'area respiratoria e l'area immunologica, per le quali abbiamo oltre 30 studi e 14 molecole in sviluppo” conclude.

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