AMR
09 Luglio 2024In Europa, secondo l'OMS, si verificano ogni anno più di 670.000 infezioni da germi antibiotico-resistenti che causano circa 33.000 decessi e sono responsabili di un significativo assorbimento di risorse che ammontano a circa 1,5 miliardi di euro l’anno

L'antibiotico resistenza rappresenta un fenomeno rilevante ed in continua crescita sia per l’impatto sulla salute della popolazione e sulla gestione delle malattie infettive, sia sotto il profilo epidemiologico. In Europa, secondo l'OMS, si verificano ogni anno più di 670.000 infezioni da germi antibiotico-resistenti che causano circa 33.000 decessi e sono responsabili di un significativo assorbimento di risorse (sanitarie e non) che ammontano a circa 1,5 miliardi di euro l’anno. L'Italia è al secondo posto, a livello europeo, per mortalità da infezioni da batteri multiresistenti, rendendo conto di un terzo di tutti i decessi che avvengono in Europa ogni anno. Questo è dovuto all’uso eccessivo e spesso improprio degli antibiotici. Tra circa 25 anni, nel 2050, la resistenza agli antibiotici sarà la prima causa di morte a livello globale, superando perfino la mortalità per il cancro. L’antibiotico resistenza è un problema complesso, che può essere affrontato solo ricorrendo a un intervento integrale e coordinato. Il controllo del fenomeno dell'antibiotico resistenza deve essere strutturato anche sul territorio, dove si registra il maggior consumo di antibiotici. Secondo i dati raccolti dalla sorveglianza nazionale ar-iss (1), nel 2022 il 30% dei ceppi di Stafilococco aureo isolati risultavano resistenti alla meticillina e analoghe erano le percentuali di resistenza alla vancomicina per l’Enterococco fecale, mentre circa un quarto degli Escherichia coli e delle Klebsiella pneumonia risultavano resistenti rispettivamente alle cefalosporine di terza generazione e ai carbapenemi.
La realtà territoriale differisce notevolmente da quella ospedaliera: mentre in ospedale è più semplice ottenere prestazioni e relazionarsi con i professionisti, l’attività sul territorio va impostata in un contesto meno strutturato ma più eterogeneo. È la coscienza di questa situazione che ha portato alla nascita del progetto Arco (Approcci di Rete per il Contrasto all’antimicrobico resistenza Ospedale-territorio) il cui obiettivo è quello di analizzare i modelli organizzativi di integrazione tra il setting ospedaliero e quello territoriale e di indagare lo stato di applicazione delle normative regionali in ambito di antimicrobial stewardship. Sono tre le società scientifiche che si sono impegnate in questa iniziativa attraverso le loro rappresentanze regionali, ANMDO (’Associazione Nazionale dei Medici di Direzione Ospedaliera), SIFACT (Società Italiana di Farmacia Clinica e Terapia)e CARD (Confederazione delle Associazioni Regionali di Distretto), con il supporto della Direzione Farmaceutico, Protesica, Dispositivi Medici e della Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare, veterinaria della Regione del Veneto. Il progetto si è concretizzato nella somministrazione di quattro questionari indirizzati alle direzioni ospedaliere, alle direzioni di distretto socio-sanitario, alle assistenze farmaceutiche territoriali e alle farmacie ospedaliere delle aziende sanitarie del Veneto. Dalle risposte ottenute emerge una fotografia della situazione attuale relativamente per esempio all'esistenza di un programma aziendale annuale di controllo delle infezioni, realizzato in accordo con quanto previsto dalla normativa regionale veneta, alla presenza e composizione dei comitati aziendali previsti dalla normativa, alle dotazioni organiche dedicate, alla prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA), alla disponibilità di consulenze infettivologiche, all’analisi degli obiettivi assegnati ai referenti ICA in ospedale e nel territorio, alla presenza di protocolli e prontuari sulla gestione delle infezioni, al coinvolgimento dei farmacisti nei programmi di antimicrobial stewardship, e alla reportistica sull’utilizzo degli antibiotici in ambito territoriale. I dati così raccolti sono stati analizzati in occasione di un focus group dal titolo “Il contrasto all’Antimicrobico Resistenza in Regione Veneto: Approcci integrati tra Ospedale e Territorio”, che ha visto riuniti a Padova membri del gruppo di lavoro ARCO, rappresentati da direttori medici ospedalieri, farmacisti ospedalieri, responsabili di Distretto e di assistenza domiciliare, un gruppo di esperti, composto da specialisti in malattie infettive e in igiene, e i rappresentanti delle Direzioni regionali interessate . L’obiettivo del confronto era analizzare i principali risultati del questionario e identificare le buone pratiche e le possibili aree di miglioramento, con l'intento di promuovere l'adozione di strategie efficaci da parte delle diverse Aziende sanitarie e delle altre parti interessate. Questo confronto ha permesso di evidenziare sia le criticità che le opportunità derivanti dall’attuale gestione dell’antimicrobico resistenza a livello ospedaliero e territoriale. L’analisi degli esperti ha portato nuovi contributi all’implementazione delle strategie in atto, con la partecipazione diretta dei rappresentanti delle Direzioni regionali, chiamate a tracciare le linee guida di governance che consentano a ospedale e territorio di agire in maniera omogenea, condivisa e standardizzata. Si tratta dell’inizio di un percorso che prevede nuovi incontri che coinvolgano tutti i componenti dei comitati aziendali.
1 https://www.epicentro.iss.it/antibiotico-resistenza/ar-iss/RIS-4_2023.pdf
09/07/2024
09/07/2024
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