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09 Luglio 2024

Audit, Feedback e Report: leggere, interpretare e comunicare il dato

I dati epidemiologici mostrano come una prescrizione di antibiotici su quattro risulti inappropriata nell’ambito della medicina generale e della pediatria di libera scelta. Un dato rilevante perché, come sottolineato anche dall'Oms, gli interventi per contenere l'antibiotico resistenza si giocano soprattutto sul terreno della medicina territoriale


Audit, Feedback e Report: leggere, interpretare e comunicare il dato

I dati epidemiologici mostrano come una prescrizione di antibiotici su quattro risulti inappropriata nell’ambito della medicina generale e della pediatria di libera scelta. Un dato rilevante perché, come sottolineato anche dall'Oms, gli interventi per contenere l'antibiotico resistenza si giocano soprattutto sul terreno della medicina territoriale. Appare quindi importante che i servizi farmaceutici territoriali garantiscano una reportistica regolare della prescrizione di antibiotici da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Dall’indagine condotto dal gruppo di lavoro Arco emerge come in realtà questa venga inviata nel 75% dei casi ai medici di medicina generale e solo nel 25% dei casi anche ai pediatri di libera scelta. Non solo, a livello di cure primarie quasi tutti gli indicatori impiegati sono di tipo quantitativo anche se si sta iniziando a utilizzare degli indicatori qualitativi dei consumi, come i criteri AWaRe che prevedono la suddivisione fra antibiotici Access, da utilizzare come terapia di prima o seconda scelta nelle infezioni più comuni, Watch, da impiegare in prima scelta nei pazienti con infezioni severe o in cui sia probabile la presenza di batteri resistenti, e Reserve, cui ricorrere nelle infezioni da germi multiresistenti.

Dalla survey emerge come le informazioni principali che sono incluse nei report sull’uso degli antibiotici siano rappresentate da indicatori quantitativi come la spesa complessiva per categoria terapeutica, le DDD (defined daily dose) totali, le DDD/100 giornate di degenza, le unità posologiche consumate per categoria terapeutica. Vi sono comunque anche degli indicatori quali-quantitativi come le DDD/ 100 giornate di degenza per fluorchinoloni, per carbapenemi, per cefalosporine di terza generazione, per betalattamici associati a inibitore enzimatico.

Da qui la necessità di standardizzare la modalità di raccolta dati e gli indicatori da utilizzare che deve tenere presente sia l'ambito ospedaliero, sia quello territoriale. Mentre in ospedale si potrebbe ricorrere all'estrazione dei dati dalle cartelle cliniche del paziente, in ambito territoriale la raccolta dei dati può essere molto più complessa. Un aiuto potrebbe nascere anche dalla standardizzazione dei laboratori di microbiologia in quanto, a fronte di una lista regionale di germi sentinella, non è attualmente disponibile una procedura standard delle analisi di laboratorio da eseguire.

Un utile contributo all’antimicrobial stewardship può giungere anche dai farmacisti ospedalieri. I rispondenti al questionario proposto dal progetto individuano i contributi principali che possono essere dati dal farmacista ospedaliero, a partire dal coinvolgimento nella revisione del prontuario terapeutico e dalla valutazione della richiesta prescrittiva. Quest’ultima prevede la verifica della richiesta motivata, la verifica della corretta compilazione delle schede prescrittive o del registro AIFA e il monitoraggio delle prescrizioni off-label.

Si sottolinea come sarebbe importante un maggior coinvolgimento del farmacista anche nella discussione dei casi clinici con gli specialisti, un’attività che in altre nazioni europee viene fatta dal farmacista clinico, figura che però non è prevista nel nostro Paese. I flussi della farmaceutica consentono di raccogliere una serie di dati la cui analisi può far emergere eventuali criticità nella prescrizione dei farmaci, ma anche di condividere i report con gli stakeholder coinvolti, di programmare o progettare attività di Audit per migliorare la prescrizione e di monitorare l'efficacia dell'intervento. Secondo gli esperti del gruppo Arco ci si dovrebbe porre l'obiettivo di sviluppare una reportistica dettagliata ma snella, utile per il clinico che deve confrontarsi con la sua realtà, in cui il dato relativo alla prescrizione e alle resistenze possa essere correlato al dato clinico in relazione alla casistica del reparto. La situazione è più complessa nell’ambito territoriale dove gli esperti suggeriscono delle analisi di confronto, ad esempio, fra MMG e distretto, o fra MMG e medicina di gruppo.

Gli esperti sottolineano anche come attualmente manchi uno standard della reportistica per cui sarebbe indispensabile disporre di indicatori regionali che renderebbero possibili dei confronti, tenendo presente gli obiettivi del report e i destinatari della comunicazione e come, se l’obiettivo è indurre un cambiamento nelle scelte prescrittive, sia necessario proporre anche delle possibili soluzioni concrete.

In conclusione, il progetto ARCO ha messo in evidenza l'importanza di un approccio integrato e coordinato per affrontare efficacemente il problema dell'antibiotico-resistenza e ha fornito una fotografia della situazione attuale nella Regione Veneto, rivelando la necessità di migliorare e armonizzare i modelli organizzativi tra ospedale e territorio. La strada intrapresa richiede la collaborazione continua tra tutti gli attori coinvolti e un impegno costante nel miglioramento delle strategie di prevenzione e controllo delle infezioni. Solo attraverso un approccio concertato e multifattoriale si potrà sperare di contenere efficacemente la minaccia crescente dell'antibiotico-resistenza, proteggendo la salute della popolazione e garantendo la sostenibilità del sistema sanitario. I passaggi successivi del progetto ARCO includono la presentazione dei dati e la discussione con i componenti dei comitati aziendali il 6 giugno attraverso un convegno regionale, e la successiva definizione di proposte concrete in collaborazione con gli stakeholder regionali.


09/07/2024

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