Oncologia
15 Ottobre 2026Approvate due delibere sulla governance della Rete oncologica lombarda e sui percorsi territoriali

La Regione Lombardia ha approvato due delibere per aggiornare il funzionamento della Rete oncologica lombarda (Rol) e definire le linee di indirizzo per lo sviluppo dei percorsi di oncologia territoriale. I provvedimenti, adottati dalla Giunta su proposta dell'assessore al Welfare Guido Bertolaso, rinnovano il precedente piano di rete, definiscono una nuova governance e attribuiscono alle Aziende sociosanitarie territoriali (Asst) il compito di implementare percorsi oncologici di prossimità.
La riorganizzazione punta a rafforzare il collegamento tra ospedali, specialisti e servizi territoriali, con l'obiettivo di garantire continuità assistenziale dalla diagnosi alle successive fasi della malattia. Secondo i dati regionali riferiti al triennio 2018-2020, in Lombardia sono stati registrati mediamente 62.669 nuovi casi oncologici all'anno.
La nuova governance della Rol prevede un organismo di coordinamento presieduto dalla direzione Welfare di Regione Lombardia, composto da professionisti, rappresentanti e specialisti delle discipline coinvolte nel trattamento e nella presa in carico dei pazienti oncologici. L'organismo avrà durata triennale e sarà affiancato da commissioni tecniche tematiche, anch'esse rinnovate con mandato triennale.
La rete dovrà assicurare l'accesso tempestivo e appropriato a percorsi diagnostici, terapeutici, riabilitativi, assistenziali e palliativi, coerenti con le evidenze disponibili, gli standard nazionali e regionali e i bisogni dei pazienti e dei caregiver.
Un ruolo specifico è previsto per le Case di comunità. I loro ambulatori infermieristici saranno nodi organizzativi dei percorsi oncologici territoriali, con funzioni di monitoraggio clinico-assistenziale dei pazienti cronici, sostegno all'aderenza terapeutica, educazione sanitaria e raccordo operativo con i centri oncologici di riferimento.
«Con le recenti delibere rafforziamo la Rete oncologica lombarda, mettendo sempre più in collegamento i nostri centri di eccellenza, gli specialisti e i professionisti che seguono i pazienti», afferma Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare. «L'obiettivo è garantire cure di qualità e un percorso assistenziale coordinato, dalla diagnosi alle fasi successive della malattia».
Secondo Bertolaso, le Case di comunità avranno un ruolo importante nel garantire la continuità dell'assistenza vicino al domicilio del paziente, in stretto raccordo con l'ospedale e gli specialisti.
Le linee di indirizzo approvate dalla Giunta mirano inoltre a uniformare i comportamenti organizzativi delle diverse Asst, favorendo l'adozione di modelli assistenziali coerenti e standard omogenei di qualità, sicurezza e integrazione tra ospedale e territorio.
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