Regioni
23 Marzo 2023 A inizio marzo le Regioni avevano lanciato l'allarme al governo: o arrivano cinque milioni subito per pagare i costi del Covid e far fronte ai rincari dell'energia, o il sistema rischia il crac. Il governo, in un incontro con i ministri della Sanità e dell'Economia, Schillaci e Giorgetti, aveva promesso un tavolo, ma a distanza di due settimane quel tavolo è rimasto sparecchiato. Le parole di Raffaele Donini
A inizio marzo le Regioni avevano lanciato l'allarme al governo: o arrivano cinque milioni subito per pagare i costi del Covid e far fronte ai rincari dell'energia, o il sistema rischia il crac. Il governo, in un incontro con i ministri della Sanità e dell'Economia, Schillaci e Giorgetti, aveva promesso un tavolo, ma a distanza di due settimane quel tavolo è rimasto sparecchiato. "Evidentemente per il governo l'appello di tutte le regioni per salvare il servizio sanitario nazionale non è una priorità", dice Raffaele Donini, assessore alla sanità dell'Emilia-Romagna e coordinatore della commissione salute della Conferenza delle Regioni.
"Chiediamo che il Governo - prosegue Donini – anziché occuparsi di chiamare le Regioni in audizione al Senato a parlare di sistema assicurativo privato integrativo per la sanità, chiami le Regioni al tavolo per garantire loro la sostenibilità del Sistema sanitario nazionale".
La questione centrale e più urgente riguarda i conti delle Regioni: alcune faticano a chiudere i bilanci del 2022 perché mancano circa cinque miliardi: 3,8 per coprire i costi della pandemia, 1,4 per i rincari delle bollette dell'energia che per strutture come gli ospedali hanno un impatto molto significativo. La questione complessiva è invece quella del finanziamento del sistema sanitario nazionale che, secondo le proiezioni elaborate dai tecnici dell'Emilia-Romagna, rischia di scendere al 6% del Pil, meno di quelli che si spendevano prima dell'emergenza Covid e molto meno dei fondi messi a disposizione dai principali paesi europei.
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