Politiche sanitarie
11 Novembre 2025Alla conferenza al Teatro Totò, Schillaci e Locatelli richiamano all’urgenza di superare i divari territoriali e rafforzare prevenzione, accesso alle cure e integrazione sociosanitaria

Un confronto tra istituzioni, professioni sanitarie e rappresentanti del mondo sociale per ribadire che la salute e la dignità della persona devono tornare al centro delle politiche pubbliche. È stato questo lo spirito dell’incontro “I Diritti della Persona e la Salute prima di tutto”, svoltosi il 10 novembre al Teatro Totò di Napoli, che ha riunito il ministro della Salute Orazio Schillaci, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli e il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, candidato alla presidenza della Regione Campania. “Il Servizio sanitario nazionale resta uno dei migliori al mondo – ha detto Schillaci – ma è inaccettabile che l’accesso alle cure e l’aspettativa di vita dipendano ancora dal luogo di residenza. In Campania si registrano ritardi nelle prestazioni, liste d’attesa troppo lunghe e un basso tasso di adesione agli screening. La prevenzione deve tornare una priorità assoluta, perché una popolazione sempre più longeva ha bisogno di un sistema che agisca prima della malattia.”
Il ministro ha poi sottolineato come la questione non sia solo di fondi, ma di capacità gestionale e programmazione: “I fondi per la sanità ci sono, ma devono essere spesi bene. È necessario valorizzare chi riesce a ridurre le liste d’attesa e migliorare l’efficienza del sistema. Se le Regioni non troveranno un accordo sul riparto, il Governo interverrà: la salute non può aspettare”. Un richiamo forte anche da parte della ministra Alessandra Locatelli, che ha posto l’accento sull’inclusione e sull’integrazione sociosanitaria. “La Campania ha grandi potenzialità, ma occorre lavorare insieme per rafforzare la rete territoriale e la presa in carico delle persone con disabilità. Non devono esistere tavoli separati: la salute e il sociale devono parlarsi ogni giorno, con percorsi condivisi e concreti che coinvolgano famiglie e associazioni.”
Nel suo intervento, Edmondo Cirielli ha invece ricordato la necessità di “un modello di sanità che unisca l’efficienza alla prossimità”, sottolineando che “la sanità campana deve tornare a essere motivo di orgoglio, con investimenti mirati su personale, strutture e prevenzione. Non si può parlare di sviluppo se non si parte dalla salute dei cittadini e da un sistema che li accompagni per tutto il percorso di cura”. L’incontro, promosso come momento di ascolto e di confronto con le professioni, ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti di Federsanità, Farmindustria e della Pontificia Accademia per la Vita, oltre ai presidenti delle principali federazioni e ordini professionali – medici, farmacisti, infermieri, biologi e odontoiatri – che hanno richiamato la necessità di una “alleanza sociale per la salute”, fondata su prossimità, prevenzione e integrazione dei saperi.
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