payback
07 Maggio 2025Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi presentati dalle aziende fornitrici contro il meccanismo del payback sui dispositivi medici, confermando la legittimità della norma contestata dal comparto produttivo

Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi presentati dalle aziende fornitrici contro il meccanismo del payback sui dispositivi medici, confermando la legittimità della norma contestata dal comparto produttivo.
Secondo quanto stabilito dal Tribunale amministrativo, le aziende erano a conoscenza della normativa e avrebbero potuto organizzarsi per affrontare il meccanismo di rimborso, che non inciderebbe formalmente sugli appalti pubblici, sebbene ne alteri la sostenibilità economica. Inoltre, eventuali contestazioni contro i provvedimenti delle Regioni dovranno essere avanzate davanti al giudice ordinario, non al Tar.
"È una pagina nera per il diritto e per la tutela del tessuto produttivo italiano” commenta Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro PMI Sanità. “Questa decisione obbliga le imprese a rimborsare forniture di dieci anni fa, in base a regole decise solo dopo. Una norma retroattiva che mina la certezza del diritto e travolge le piccole e medie imprese. Ora serve una risposta politica immediata: senza un intervento rapido, centinaia di aziende medtech rischiano di scomparire, con danni irreparabili per il Servizio sanitario nazionale".
Preoccupazione espressa anche da Sveva Belviso, presidente di FIFO Confcommercio: "In assenza di un intervento del Governo, siamo pronti a valutare lo stop delle forniture agli ospedali. Non possiamo garantire materiali essenziali se lo Stato pretende di far pagare miliardi alle imprese per inefficienze regionali. Il rischio è che migliaia di pazienti restino senza dispositivi vitali, dai ventilatori agli stent coronarici. Senza risposte rapide, la crisi sarà inevitabile".
Le associazioni chiedono al Governo di accelerare i lavori del tavolo tecnico già avviato al Ministero dell’Economia, per trovare una soluzione che eviti il collasso di oltre 1.500 aziende e garantisca la continuità nell’erogazione di dispositivi essenziali agli ospedali italiani.
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