Fine vita
27 Marzo 2025Oggi la consulta è richiamata a occuparsi del tema del fine vita e come Pd Lombardia facciamo un ragionamento molto semplice: ci troviamo davanti a una condizione delicata che lascia sole tanto le persone quanto gli operatori sanitari

"Oggi la consulta è richiamata a occuparsi del tema del fine vita e come Pd Lombardia facciamo un ragionamento molto semplice: ci troviamo davanti a una condizione delicata e drammatica che lascia sole tanto le persone quanto gli operatori sanitari che devono, in questo momento, assumersi delle responsabilità senza un quadro chiaro di regole. Chiediamo quindi che si intervenga con una legge nazionale. Se, però, non si dovesse andare avanti sul piano nazionale, la Regione Lombardia deve assolutamente, come fatto già dalla Toscana, rispondere con un intervento legislativo regionale. Quella di oggi intende essere proprio un'occasione per sollecitare il legislatore a intervenire, perché al momento si avvertono solamente grande vuoto e caos". Lo ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione Lombardia, oggi in occasione dell'evento organizzato dal Gruppo Pd Lombardia dal titolo ''Riflessioni sul fine vita. La necessità di una legge'', organizzato a Palazzo Pirelli alla presenza, tra gli altri, del senatore Alfredo Bazoli e di Mario Riccio in rappresentanza dell'Associazione Luca Coscioni.
"Da tempo chiediamo che si calendarizzi la proposta di legge sul suicidio assistito e una prima risposta legislativa a disciplina della questione è arrivata con l'approvazione dalla Camera dei Deputati nella scorsa legislatura - ha spiegato Bazoli, relatore del progetto di legge - Con la consapevolezza che il suicidio assistito sia ad oggi già lecito nel nostro ordinamento dopo una sentenza della Corte Costituzionale, anche in questa legislatura abbiamo proposto lo stesso progetto di legge poiché riteniamo intollerabile che, seppur lecito, nel nostro Paese il suicidio assistito non sia ancora disciplinato. Le persone che chiedono di esser aiutate a morire sono legittimate a farlo ma, in assenza di una disciplina chiara, non si conoscono le procedure, le tempistiche, le modalità di verifica delle condizioni né il personale sanitario è a conoscenza dei propri compiti e responsabilità. In ragione di questo, chiediamo che la politica nazionale possa sollevare la testa dalla sabbia e prendere consapevolezza che la mancanza di una disciplina non garantisce nessuna delle parti coinvolte nella questione. È auspicabile una disciplina nazionale, ma comprendo l'iniziativa regionale toscana davanti all'inerzia del Parlamento nazionale e alla consapevolezza che questo costituisca un danno per tutti".
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