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25 Febbraio 2026

Next Generation Hospital, al Politecnico di Milano focus su infrastrutture e innovazione

Al 4° Annual Meeting del JRP Healthcare Infrastructures ospitato al PoliMi, istituzioni, accademia e Regioni hanno discusso modelli e indicatori per guidare il rinnovamento degli ospedali italiani tra digitalizzazione, AI e nuove esigenze assistenziali


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Come valutare l’impatto dell’innovazione in una fase di profondo rinnovamento delle infrastrutture sanitarie? È questa la domanda al centro del 4° Annual Meeting del Joint Research Partnership Healthcare Infrastructures (JRP HI), intitolato “Next Generation Hospital: misurare l’innovazione”, ospitato nell’Aula Magna del Politecnico di Milano.

Istituzioni, università e industria si sono confrontate su come rendere possibili le trasformazioni, fornendo a decisori pubblici e operatori del settore strumenti utili ed efficaci per orientare le scelte, in un contesto segnato da grandi sfide future, tra invecchiamento della popolazione, trasformazione tecnologica (AI, robotica e automazione) e ridefinizione dei servizi sanitari.

Oltre 10 miliardi per i nuovi ospedali

Il confronto promosso al Politecnico di Milano si inserisce in una fase di rinnovamento dell’edilizia sanitaria italiana, caratterizzata da una nuova stagione di investimenti che supera complessivamente i 10 miliardi di euro. Le risorse provengono in larga parte da fondi pubblici attivati attraverso gli Accordi di Programma Stato-Regioni (art. 20 della legge 67/1988), a cui si affiancano gli interventi sostenuti dal PNRR, le iniziative di partenariato pubblico-privato e un ruolo crescente di INAIL nel finanziamento delle infrastrutture ospedaliere.

Questo scenario si accompagna a un cambiamento strutturale del modello ospedaliero. Oggi in Italia si contano oltre 60 nuovi ospedali in fase di progettazione o realizzazione, con una progressiva riduzione del peso delle degenze tradizionali a favore di attività diagnostiche, chirurgiche e diurne. Una trasformazione che incide sulla configurazione degli spazi, sulla flessibilità delle strutture e sulle modalità di pianificazione degli interventi infrastrutturali.

In tale contesto, il 4° Annual Meeting del JRP HI, piattaforma di ricerca del Dipartimento ABC del Politecnico e della Fondazione Politecnico, ha posto al centro il tema della misurabilità dell’innovazione, ritenuta decisiva per orientare gli investimenti e valutarne l’efficacia nel tempo. Di particolare rilievo la capacità del sistema di valutare l’efficacia delle soluzioni introdotte, affinché la spesa produca strutture più efficienti, sostenibili e in grado di migliorare nel tempo la qualità dell’assistenza.

Secondo il Report JRP HI 2025, l’introduzione di automazione, robotica e AI negli ospedali può generare benefici significativi: i sistemi automatizzati di gestione del farmaco riducono fino al 50% i tempi operativi, la logistica automatizzata consente di riallocare fino al 30% del tempo infermieristico da attività a basso valore aggiunto, mentre l’uso dell’AI nella gestione dei flussi e dei posti letto comporta riduzioni della degenza media fino al 10–15% e dei tempi di attesa fino al 20%. Nei prossimi decenni, inoltre, fino al 40% delle attività ospedaliere non cliniche potrebbe essere svolto da sistemi robotici.

Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario

Ad aprire i lavori è stata la rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, che ha ricordato come la JRP, nata nel 2022, rappresenti oggi una realtà consolidata con oltre cinquanta partner. L’obiettivo dell’Ateneo è contribuire all’innovazione del sistema sanitario, promuovendo un approccio integrato tra università, industria e servizi sanitari. La rettrice ha sottolineato come molte strutture ospedaliere, progettate in epoche passate, fatichino ad accogliere nuovi modelli assistenziali e tecnologie avanzate, rendendo necessario ripensare non solo gli spazi ma anche le piattaforme organizzative e digitali che sostengono i percorsi di cura.

Sul tema della co-progettazione si è soffermato Daniele Rocchi, vicerettore al Trasferimento tecnologico del Politecnico, evidenziando l’importanza di momenti periodici di confronto per mettere a sistema competenze e conoscenze e orientare in modo condiviso le scelte future. Laura Mazzola, vicepresidente della Fondazione Politecnico, ha ricordato come le sei JRP attive costituiscano uno spazio fisico e virtuale di discussione e implementazione dell’innovazione, capace di connettere ambiti diversi, dall’energia nucleare alle infrastrutture ospedaliere.

Con una nota, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito la necessità di mantenere il passo con le innovazioni che generano valore per pazienti e Servizio sanitario nazionale, sottolineando come digitalizzazione, automazione e configurazione degli spazi incidano direttamente sui risultati clinici.

Il professor Stefano Capolongo, presidente della piattaforma JRP HI, ha presentato i risultati della ricerca ponendo al centro il tema della misurazione dell’innovazione e la responsabilità sociale delle istituzioni nel definire il futuro degli ospedali in un contesto segnato da invecchiamento della popolazione, diffusione di AI e robotica e profondi cambiamenti organizzativi, gestionali e infrastrutturali. La sfida, ha osservato, è misurare quanto le innovazioni generino valore per la collettività e migliorino concretamente il benessere e la salute pubblica. Secondo Capolongo, il ciclo di vita di un ospedale si è ridotto a 30–40 anni a causa dell’evoluzione tecnologica e scientifica, rendendo necessario accorciare i tempi di progettazione e realizzazione anche attraverso prefabbricazione avanzata e strumenti come la stampa 3D. La piattaforma ha inoltre sviluppato strumenti per il pre-dimensionamento delle strutture ospedaliere e per la valutazione dell’impatto in termini di sostenibilità economica e ambientale.

La visione internazionale: le strategie OMS per il sistema salute

Uno sguardo globale è arrivato con l’intervento di Mafaten Chaouali dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha illustrato il 14° Programma di lavoro OMS (2025–2028). In un contesto caratterizzato da transizione demografica, cambiamenti climatici e aumento delle emergenze sanitarie, le priorità indicate nell’European Programme of Work 2.0 (EPW2) riguardano la prevenzione delle emergenze, il contrasto alle malattie croniche e mentali, l’invecchiamento in buona salute e l’azione sul clima. In questo scenario, la trasformazione tecnologica degli ospedali rappresenta una leva per costruire sistemi sanitari resilienti e sostenibili.

Le Olimpiadi invernali 2026 come banco di prova

Tra gli interventi più operativi, Alberto Zoli, direttore generale dell’ASST Niguarda e Medical Care Manager dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, ha illustrato il ruolo delle infrastrutture sanitarie nella gestione dell’evento. Il progetto prevede il potenziamento del pronto soccorso, nuovi percorsi assistenziali senza sale d’attesa tradizionali e moduli sanitari temporanei a Livigno e Bormio che, terminati i Giochi, saranno ricollocati per rafforzare la rete dell’emergenza.

Il futuro dei servizi ospedalieri

Francesco Longo, professore dell’Università Bocconi, ha offerto una lettura della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale alla luce dell’invecchiamento demografico e della crescita delle cronicità. Il docente ha indicato alcune priorità: con una quota rilevante di popolazione affetta da patologie croniche che assorbe la maggior parte delle risorse sanitarie, il modello ospedaliero è destinato a evolvere verso attività ambulatoriali e day care, con riduzione delle degenze tradizionali. La sfida, secondo Longo, è governare una trasformazione già in atto, ripensando strategicamente l’offerta dei servizi e la distribuzione territoriale delle strutture.

Dalla programmazione all’attuazione: il confronto tra Regioni

La sessione finale, introdotta da Americo Cicchetti dell’Università Cattolica, ha affrontato il passaggio dalla pianificazione all’attuazione degli interventi infrastrutturali. I rappresentanti di Campania, Lombardia, Veneto, Sicilia, Calabria e Piemonte, insieme alla Provincia autonoma di Trento, hanno discusso criticità e opportunità legate alla sostenibilità finanziaria, alla distribuzione territoriale delle risorse e al rafforzamento delle competenze tecniche della Pubblica amministrazione nella gestione di opere complesse. Il confronto ha evidenziato la necessità di strategie di razionalizzazione e di criteri condivisi per allocare le risorse in modo coerente con i bisogni della popolazione e con l’evoluzione dei modelli assistenziali.

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