sanità
13 Febbraio 2023 "Da una parte, 'mettere gambe all'ospedale' ovunque ci sia bisogno di assistenza. Dall'altra parte, mettere al centro la figura del geriatra per una valutazione standardizzata dei bisogni clinico-assistenziali dell'anziano, sia in termini diagnostici che di interventi di cura". Queste le proposte degli specialisti della Società italiana di gerontologia e geriatria e della Società italiana di geriatria ospedale e territorio
"Da una parte, 'mettere gambe all'ospedale' che non è più in un luogo, ma ovunque ci sia bisogno di assistenza, soprattutto per la cura degli anziani cronici e fragili. Dall'altra parte, mettere al centro la figura del geriatra per una valutazione standardizzata e omogenea dei bisogni clinico-assistenziali dell'anziano in ospedale, sia in termini diagnostici che di interventi di cura, per indirizzarlo a casa o in strutture adeguate come Rsa e hospice". Queste le proposte degli specialisti della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) e della Società italiana di geriatria ospedale e territorio (Sigot), presentate in una recente audizione al Senato sul disegno di legge 506 relativo alle politiche in favore delle persone anziane.
"Serve compiere un cambio di paradigma culturale e un salto operativo che la pandemia, semmai ce ne fosse stato bisogno, ha evidenziato con crudele realismo - dichiarano Andrea Ungar, presidente Sigg, e Alberto Pilotto, presidente Sigot - La riorganizzazione di un efficiente sistema di cure domiciliari è una strada obbligata e non più rinviabile per avvicinare l'Italia alle migliori prassi europee e garantire una migliore qualità della vita dei più fragili, allontanandoli il più possibile dall'ospedale. Quello che proponiamo è la formula dell''ospedale senza muri', un nuovo modello di continuità assistenziale che prevede vere e proprie 'squadre mobili di pronto intervento' che portano, nei limiti del possibile, diagnosi e cura dall'ospedale a casa del paziente. Un modello nato a Firenze - il Girot (Gruppo di intervento rapido ospedale territorio) - in collaborazione tra geriatri ospedalieri e medici di famiglia, che si è rivelato già vincente, riducendo ricoveri e mortalità, e che potrebbe diventare lo standard nazionale e rendere effettivamente operativi gli interventi per migliorare la qualità dell'assistenza degli anziani contenuti nel disegno di legge delega".
"Nel quadro di una riforma organica, pragmatica e lungimirante - proseguono Ungar e Pilotto - il geriatra può e deve avere un ruolo chiave e guidare la 'cabina di regia' nella valutazione in ospedale dei bisogni clinico-assistenziali degli anziani più fragili e complessi e negli interventi di cura e assistenza. È quindi necessaria la presenza costante e omogenea del geriatra in tutti i reparti, dal pronto soccorso ai reparti internistici fino a quelli chirurgici, per migliorare il dialogo tra ospedale e territorio e indirizzare il paziente tra il ventaglio dei servizi offerti".
Nell'audizione al Senato, Sigg e Sigot hanno sottolineato anche l'importanza di aumentare la presenza dei geriatri nelle Rsa. "La pandemia - afferma Ungar - ha messo in luce la situazione critica in cui versano molte delle 7mila Rsa presenti sul territorio. Basta pensare che il geriatra è presente solo in una Rsa su 10. Appare sempre più chiaro e necessario potenziare questa figura anche all'interno di tali strutture, per garantire standard di cura e assistenza adeguati e uniformi". Infine, secondo gli specialisti "è necessaria una riforma culturale per contrastare la solitudine e la deprivazione relazionale, purtroppo molto diffusa tra gli anziani. In aggiunta alla promozione di attività culturali e di associazionismo, la compagnia di un animale domestico potrebbe migliorare il benessere anche mentale dell'anziano".
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