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27 Aprile 2026

Brevetti farmaceutici, Farmindustria: in Italia domande +26% ma l’Europa perde quota

Nel periodo 2021-2025 crescita superiore alla media europea secondo Farmindustria


Cattani

In Italia le domande di brevetto nel settore farmaceutico sono aumentate del 26% nel periodo 2021-2025 rispetto al quinquennio precedente, un dato superiore alla media dei principali Paesi europei (+10%) e alla crescita registrata negli altri comparti industriali nazionali (+11%). Lo evidenzia una nota di Farmindustria in occasione della Giornata mondiale della proprietà intellettuale, citando dati EPO – European Patent Office.

Secondo l’associazione, considerando l’insieme delle Scienze della Vita, nello stesso periodo l’incremento medio delle domande di brevetto in Italia è stato del 22%.

Sul piano internazionale, Farmindustria richiama invece un ridimensionamento del peso europeo. Nel settore farmaceutico, la quota di brevetti detenuta dall’Unione Europea sarebbe passata dal 31% nel 2010 al 20% attuale, mentre gli Stati Uniti sarebbero saliti dal 31% al 34%. Più marcata la crescita della Cina, indicata dal 17% al 28%, secondo dati WIPO – World Intellectual Property Organization citati nel comunicato.

“L’Europa rischia di perdere ancora terreno in un ambito strategico come quello farmaceutico”, ha dichiarato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria. Secondo Cattani, servono maggiori investimenti in ricerca, semplificazione dei processi e valorizzazione della proprietà intellettuale come leva di sviluppo e competitività.

Per l’associazione, la proprietà intellettuale rappresenta un elemento centrale per sostenere innovazione, attrarre investimenti e tutelare i risultati della ricerca industriale.

“L’Italia dimostra che, quando si investe nelle Scienze della Vita, i risultati arrivano”, ha aggiunto Cattani, indicando tra le priorità il trasferimento tecnologico, gli incentivi alla ricerca e un quadro normativo competitivo.

Il richiamo si inserisce nel confronto europeo sulle politiche industriali e sulla capacità dell’Unione di mantenere attrattività per investimenti e ricerca nel comparto farmaceutico.

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