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23 Aprile 2025Johnson & Johnson ha superato le attese di Wall Street nel primo trimestre 2025 grazie alle solide vendite di farmaci oncologici, ma l’azienda avverte: i dazi imposti dagli Stati Uniti potrebbero compromettere la stabilità della supply chain

Johnson & Johnson ha superato le attese di Wall Street nel primo trimestre 2025 grazie alle solide vendite di farmaci oncologici, ma l’azienda avverte: i dazi imposti dagli Stati Uniti potrebbero compromettere la stabilità della supply chain.
Il CEO Joaquin Duato ha espresso preoccupazione per l’impatto delle misure tariffarie sull’approvvigionamento dei farmaci, mentre il direttore finanziario Joe Wolk ha quantificato in circa 400 milioni di dollari i costi aggiuntivi che J&J prevede di sostenere a causa dei dazi, in particolare nel segmento dei dispositivi medici. Le tariffe più rilevanti provengono dagli scambi con Cina, Messico, Canada e dai dazi su acciaio e alluminio.
Nonostante l’impatto dei dazi e dell’acquisizione da 14,6 miliardi di dollari della biotech Intra-Cellular, l’azienda ha confermato le previsioni di utile per il 2025 – tra i 10,50 e i 10,70 dollari per azione – superando le stime degli analisti. Il fatturato trimestrale è cresciuto del 2,4%, raggiungendo i 21,89 miliardi di dollari.
Nel dettaglio, la divisione farmaceutica ha registrato ricavi per 13,87 miliardi di dollari (+2,3%), mentre quella dei dispositivi medici ha totalizzato 8,02 miliardi, in aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente, ma in lieve calo rispetto alle attese. Tra i driver di crescita attesi: il farmaco antipsicotico Caplyta, per cui si prevede l’approvazione entro l’anno, e Spravato, spray nasale contro la depressione, che secondo J&J potrebbe generare fino a 3,5 miliardi di dollari di vendite annue entro il 2028. Secondo gli analisti, gli investitori guardano con sempre maggiore attenzione all’impatto di dazi e dinamiche macroeconomiche, più che alle singole performance aziendali.
Cristoforo Zervos
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