Farmaci
16 Ottobre 2023 ''Gilead è un'azienda che ha nel suo Dna l'innovazione e la ricerca. A conferma del nostro impegno in questo senso, entro il 2030 intendiamo lanciare dieci nuovi farmaci, in particolare nell'ambito dell'oncoematologia e delle malattie infettive. In Italia, inoltre, abbiamo più di 130 trial clinici". Lo ha detto Frederico da Silva
''Gilead è un'azienda che ha nel suo Dna l'innovazione e la ricerca. A conferma del nostro impegno in questo senso, entro il 2030 intendiamo lanciare dieci nuovi farmaci, in particolare nell'ambito dell'oncoematologia e delle malattie infettive. In Italia, inoltre, abbiamo più di 130 trial clinici attivati negli ultimi anni, che coinvolgono 112 ospedali e oltre 85mila pazienti". Lo ha detto Frederico da Silva, Vice President e General manager di Gilead Sciences Italia, a Milano, a margine dell'evento di premiazione dei 62 progetti vincitori della XII edizione dei Bandi Gilead, dedicati agli enti di ricerca e cura italiani sia pubblici che privati e alle associazioni di pazienti italiane che operano nell'area delle malattie infettive, delle patologie oncologiche e oncoematologiche.
"Gilead ha a cuore la ricerca scientifica e clinica - spiega da Silva -. Un esempio concreto del nostro impegno per migliorare la vita dei pazienti affetti da malattie infettive gravi come l'Hiv - che, da malattia mortale, è divenuta malattia cronica - è il nuovo farmaco che abbiamo lanciato questa settimana. Si tratta del primo trattamento al mondo che si può fare ogni 6 mesi per pazienti adulti con Hiv multiresistente che non hanno altre opzioni terapeutiche. Abbiamo compiuto passi in avanti - aggiunge - anche per quel che riguarda l'epatite Delta, una delle forme più aggressive di epatite virale, e l'oncoematologia, portando ai pazienti italiani la rivoluzione delle terapie cellulari Car-T".
''Siamo quindi orgogliosi - conclude de Silvia - di aver contribuito a trasformare la vita di tanti pazienti che soffrono di patologie oncoematologiche e malattie infettive consapevoli però che, per vincere questa sfida, non possiamo essere soli: c'è infatti bisogno di collaborazione pubblico-privata e dunque è necessario il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni di pazienti e degli altri stakeholder per far avanzare sia la salute individuale che quella collettiva e pubblica".
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