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28 Agosto 2026

Specializzazioni non mediche, 1.520 vincitori attendono chiarezza sulle borse

La Federazione chiede al Mur un chiarimento sulla soglia prevista dalla legge del 1989 e sull’accesso dei biotecnologi ai finanziamenti


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Sono 1.520 i laureati risultati vincitori dei concorsi per le Scuole di specializzazione di area sanitaria riservate ai non medici che attendono indicazioni definitive sulle condizioni di accesso alle borse. A sollevare il caso è la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), che ha chiesto un intervento alla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e al Governo.

Al centro della questione c’è soprattutto il limite reddituale previsto dalla legge 398 del 1989, che, secondo la Federazione, potrebbe essere applicato dagli Atenei anche alle borse destinate agli specializzandi non medici. La soglia indicata è di circa 7.500 euro lordi annui.

La FNOB ritiene che l’applicazione di questo parametro possa creare difficoltà concrete per i vincitori che, durante il percorso di specializzazione, abbiano necessità di svolgere un’attività lavorativa per sostenere le proprie spese. Il problema riguarda in particolare chi deve affrontare costi di affitto, trasferimento e mantenimento senza poter contare sul sostegno economico della famiglia.

La norma richiamata dalla Federazione risale a oltre trent’anni fa e stabilisce condizioni di incompatibilità reddituale legate alle borse di studio. Secondo la FNOB, il limite non sarebbe più adeguato al contesto economico attuale.

La soglia di 7.500 euro lordi all’anno corrisponde infatti a poco più di 600 euro lordi mensili. Per la Federazione, un limite di questo tipo rischia di incidere sulla possibilità stessa di frequentare una Scuola di specializzazione, soprattutto per gli studenti fuori sede.

Il presidente della FNOB, Vincenzo D’Anna, ha quindi sollecitato un chiarimento istituzionale sulla disciplina applicabile, prima che gli Atenei assumano decisioni definitive sull’erogazione delle borse.

La richiesta non è necessariamente quella di eliminare ogni vincolo reddituale, ma di verificare, secondo la Federazione, se il parametro previsto dalla normativa sia ancora compatibile con le condizioni economiche e con i costi della formazione universitaria nel 2026.

Un ulteriore elemento evidenziato dalla FNOB riguarda l’entità delle borse destinate agli specializzandi non medici. Secondo quanto affermato dalla Federazione, gli importi sarebbero pari a circa un quarto di quelli riconosciuti agli specializzandi medici.

Da qui la richiesta di intervenire anche sulla sostenibilità complessiva del percorso formativo.

«Una borsa già pari a un quarto di quella degli specializzandi medici non può essere resa inutilizzabile da un limite reddituale anacronistico», sostiene la Federazione.

Il confronto tra i due percorsi viene posto dalla FNOB soprattutto in termini di accessibilità alla formazione. La questione, secondo l'organizzazione, non riguarda soltanto l'entità del sostegno economico, ma la possibilità per i vincitori di completare effettivamente il percorso senza che le condizioni economiche costituiscano un ostacolo.

Le Scuole di specializzazione dell’area sanitaria rivolte ai laureati non medici interessano diverse professioni e ambiti disciplinari. I percorsi consentono di acquisire competenze avanzate in settori come diagnostica di laboratorio, microbiologia, genetica, biochimica e altre aree specialistiche.

Per la FNOB, la questione assume quindi una rilevanza che va oltre la dimensione universitaria. La formazione di questi professionisti riguarda infatti attività integrate nel funzionamento dei servizi sanitari, dai laboratori diagnostici alla medicina di precisione.

La disponibilità di personale adeguatamente formato rappresenta un tema particolarmente rilevante in un sistema sanitario nel quale assumono un peso crescente la diagnostica molecolare, il sequenziamento genetico, l'analisi dei biomarcatori e le applicazioni delle biotecnologie.

Alla questione economica si aggiunge quella relativa all'accesso dei biotecnologi alle borse di specializzazione. La FNOB segnala che questa categoria non sarebbe indicata in modo esplicito tra i destinatari dei finanziamenti, nonostante recenti provvedimenti del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Per la Federazione è quindi necessario chiarire se e in quali condizioni i laureati interessati possano accedere alle borse, evitando interpretazioni differenti da parte dei singoli Atenei.

La FNOB chiede quindi al Ministero dell'Università e al Governo di fornire indicazioni chiare sui due aspetti: il limite reddituale applicabile ai beneficiari delle borse e l'inclusione dei biotecnologi tra i destinatari dei finanziamenti.

«Fare parti eguali tra diseguali resta la più grande delle ingiustizie», afferma D’Anna, richiamando la necessità, secondo la Federazione, di considerare le differenti condizioni economiche degli studenti e dei professionisti che accedono alla formazione specialistica.

Per i 1.520 vincitori dei concorsi, la questione assume nel frattempo una dimensione concreta: dalla definizione delle condizioni economiche dipendono anche le possibilità di programmare il trasferimento, l'organizzazione dell'attività lavorativa e la permanenza nella sede universitaria.

La FNOB chiede pertanto che i chiarimenti arrivino prima dell'adozione dei provvedimenti definitivi da parte degli Atenei. L'obiettivo indicato dalla Federazione è rendere effettivamente accessibili i percorsi di specializzazione e garantire condizioni omogenee per i professionisti ammessi.

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