case di comunità
28 Luglio 2026Il documento definisce composizione, organizzazione, leadership e modalità operative delle équipe multiprofessionali nelle Case della Comunità

Un’équipe di base composta da medico del ruolo unico di assistenza primaria o pediatra di libera scelta, infermiere, assistente sociale e supporto amministrativo, affiancata da altri professionisti in base ai bisogni della persona. È il modello definito da Agenas nelle linee di indirizzo tecniche sul lavoro delle équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case della Comunità.
Il documento, pubblicato nel supplemento 2026 della rivista Monitor, indica composizione, organizzazione, leadership, strumenti e criteri di valutazione del lavoro di squadra previsto dal DM 77/2022. Le indicazioni riguardano le équipe di assistenza primaria che operano all’interno delle Case della Comunità.
Agenas distingue tra équipe di base ed équipe allargata. La prima rappresenta l’unità minima essenziale per il funzionamento del team. Ne fanno parte un medico del ruolo unico di assistenza primaria o un pediatra di libera scelta, un infermiere, un assistente sociale e una figura per il supporto amministrativo.
L’équipe allargata coinvolge ulteriori professionisti in relazione ai bisogni rilevati. Possono farne parte medici specialisti, medici di medicina di comunità e delle cure primarie, infermieri di famiglia o comunità, professionisti delle cure domiciliari, delle cure palliative, della riabilitazione e della prevenzione, assistenti sanitari, dietisti, ostetriche, farmacisti del Servizio sanitario nazionale, psicologi e operatori della salute mentale.
Il modello è definito da Agenas come un’organizzazione a “geometria variabile”, con un nucleo stabile e una composizione modulata sulla base delle competenze richieste. Gli stessi professionisti possono partecipare a più équipe. Il documento raccomanda tuttavia la stabilità dell’équipe di base come riferimento costante per il paziente.
Le linee distinguono anche due forme di leadership. La guida organizzativa della Casa della Comunità è affidata al direttore di distretto, al responsabile organizzativo e agli eventuali coordinamenti operativi. La leadership della singola équipe è invece descritta come orizzontale e condivisa, distribuita in base alle competenze e alle responsabilità dei componenti.
Per i casi complessi o di lunga durata viene indicato il ricorso al case management. Il case manager può essere un medico, un infermiere, un assistente sociale o un altro professionista individuato dall’équipe in relazione al bisogno prevalente della persona. Per gli aspetti diagnostico-terapeutici il referente clinico resta il medico del ruolo unico di assistenza primaria o il pediatra di libera scelta.
Il distretto deve garantire la cornice organizzativa nella quale operano le équipe e favorire il coordinamento tra professionisti, strutture e servizi territoriali. Il documento prevede anche forme di partecipazione delle istituzioni locali, delle associazioni, del volontariato e del terzo settore attraverso un board o comitato della Casa della Comunità.
Le indicazioni non hanno valore cogente. Regioni e aziende sanitarie potranno adattarle ai rispettivi contesti organizzativi e alle condizioni di sostenibilità. Agenas precisa inoltre che il documento non modifica ruoli, competenze, autonomie e responsabilità delle diverse professioni sanitarie e sociosanitarie.
Le linee sono state elaborate da un gruppo multidisciplinare di esperti e sottoposte a consultazione pubblica. Agenas ha ricevuto oltre 760 contributi da persone ed enti, poi esaminati e, quando ritenuti pertinenti, inclusi nella versione conclusiva. Il testo è presentato come un documento di avvio, destinato a essere affinato attraverso l’applicazione sul campo e lo sviluppo di fasi pilota da parte delle aziende sanitarie.
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